Tre bip, poi l’esplosione della bomba. Il portone scaraventato a metri di stanza, le porte degli appartamenti divelte, l’androne devastato e undici famiglie costrette a lasciare le proprie case. Passata la notte da incubo dopo l’attentato di ieri sera nella palazzina di via dei Velieri si contano danni e si prende contezza del pericolo scampato. “Poteva uccidere“.
L’ordigno nell’androne, palazzina devastata dalla bomba e undici famiglie senza casa. Chi era il bersaglio dell’attentato
La bomba carta imbottita di esplosivo, era stata piazzata sotto il quadro elettrico nell’androne del palazzo. Poteva provocare una strage.
Ora le indagini sono affidate agli investigatori della Squadra Mobile di Roma, che lavorano per ricostruire la dinamica e individuare i responsabili.
L’esplosione e la paura dei residenti

La violenza della deflagrazione ha lasciato dietro di sé uno scenario che, a molti residenti, è sembrato quello di un bombardamento. Pavimenti e marmi divelti, pareti danneggiate, infissi esterni sventrati. Il portone d’ingresso è stato scaraventato a metri di distanza, nel cortile condominiale.
L’onda d’urto ha investito anche gli appartamenti ai primi piani, facendo saltare le porte di alcune abitazioni e invadendo le stanze di fumo.
A rendere ancora più inquietante il racconto dei testimoni è un dettaglio ricorrente: i tre bip sentiti poco prima dell’esplosione. Nessuno, fortunatamente, è uscito per capire da dove provenissero quei segnali.
“Fare una cosa del genere dentro un condominio è semplicemente da pazzi”, dice una residente dopo la nottata da incubo.
Nel cortile, mentre i residenti cercano di recuperare il possibile dalle proprie abitazioni, la tensione resta alta.
“Ho sentito tre bip, poi il botto enorme. La porta è volata via, abbiamo visto la porta in faccia”, racconta un’altra inquilina.
Undici famiglie evacuate, case inagibili
Con il passare delle ore, il quadro dei danni è diventato più chiaro. La palazzina è stata gravemente danneggiata e undici famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Per loro si prospetta un periodo lontano da casa, con una sistemazione temporanea in una palestra.
Gli agenti della Polizia di Stato e i vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni di recupero degli effetti personali, dei documenti e degli oggetti indispensabili per affrontare i prossimi giorni. Nel cortile si raccolgono vestiti e borse, mentre una residente cerca disperatamente i suoi quattro gatti tra le macerie.
“Qualcuno era appena rientrato. Qui ci sono sempre bambini che giocano, poteva essere una strage“.
All’appello mancano quattro gatti
Intanto c’è chi come Michela è sprofondata nella disperazione: il boato provocato dalla bomba e il viavai dei soccorsi ha messo in fuga i suoi quattro gatti.

















