Sgombrati dai carabinieri alloggi abusivi a Tor Sapienza: denunciati cinque senza dimora

Operazione speciale di controllo a Tor Sapienza con lo sgombero di alloggi abusivi e interventi anti spaccio

Sgombrati dai carabinieri alloggi abusivi a Tor Sapienza, nella zona periferica orientale di Roma e denunciati cinque senza dimora che avevano allestito alcune baracche di fortuna.

Operazione speciale di controllo a Tor Sapienza con lo sgombero di alloggi abusivi e interventi anti spaccio

Una cittadina polacca di 32 anni e due romeni, rispettivamente di 24 e 57 anni, con precedenti penali sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per aver occupato illegalmente un terreno di proprietà privata in via Longoni dove avevano allestito alcuni alloggi illegali a scopo abitativo.

Stessa sorte per un cittadino ghanese di 28 anni, anche lui senza dimora e già conosciuto alle forze dell’ordine, per aver occupato abusivamente un immobile di proprietà privata in via Boglione e che, in passato, è stato sede dell’Agenzia delle Entrate.

Denunciata anche una senza tetto 26enne proveniente dalla Nigeria, con precedenti penali, per aver cercato di sottrarsi ai controlli opponendo resistenza nei confronti dei militari e per aver fornito false indicazioni sulla propria identità.

Operazioni di controllo del territorio

Un giro di vite deciso per restituire sicurezza e decoro alle strade della capitale. Nell’ambito delle linee strategiche tracciate dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e condivise in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, i Carabinieri della Compagnia di Roma Monte Sacro hanno portato a termine un capillare servizio straordinario di controllo del territorio nel quartiere di Tor Sapienza.

L’operazione, mirata alla prevenzione e al contrasto della criminalità diffusa, ha visto la partecipazione straordinaria di un dispositivo di alto profilo istituzionale e operativo.

Reparti speciali in azione

Per garantire un’azione efficace in un’area ritenuta sensibile, ai militari della Compagnia locale si sono affiancati gli uomini del 7° Reggimento “Trentino Alto Adige” di Laives e del 13° Reggimento “Friuli Venezia Giulia” di Gorizia. Si tratta di reparti specializzati dell’Organizzazione Mobile, inquadrati nella 2ª Brigata Mobile dell’Arma: forze strutturate specificamente per missioni operative internazionali e contesti ad alto rischio, la cui presenza rappresenta ormai un assetto fondamentale nelle operazioni ad «alto impatto» per il controllo delle periferie.

Contrasto allo spaccio di droga

Il bilancio principale dell’attività d’istituto si concentra sul contrasto allo spaccio e al traffico di sostanze stupefacenti, fenomeno che attanaglia diverse piazze di quartiere. Nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno tratto in arresto un 35enne romano, già noto alle forze dell’ordine. Intercettato al volante della propria autovettura, l’uomo è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare: all’interno del mezzo sono stati rinvenuti 13 involucri contenenti cocaina e crack per un peso complessivo di circa 12 grammi, oltre a 2 involucri di hashish dal peso di 21 grammi e alla somma in contanti di 100 euro, presunto provento dell’attività illecita.

Pusher sorpresi in flagranza

Un secondo blitz ha portato all’arresto di altri due cittadini romani di 43 e 45 anni, anch’essi con precedenti specifici. I militari hanno sorpreso il 45enne mentre svolgeva la funzione di “palo”, mentre il complice di 43 anni cedeva una dose di cocaina a tre clienti.

Questi ultimi sono stati subito identificati e segnalati alla Prefettura come assuntori, portando a 5 il totale delle persone segnalate durante l’intera giornata di verifiche.

La perquisizione dei pusher ha permesso di sequestrare ulteriori 1,5 grammi di cocaina e 160 euro in contanti. Uno degli arrestati è stato condotto direttamente presso la casa circondariale di Roma Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.