Droga e riciclaggio tra Roma e il litorale: 12 arresti. Il boss gestiva gli affari dal carcere 

Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Velletri: sequestrati terreni e quote societarie. Ricostruito un traffico di oltre 27 chili di droga, tra cocaina e hashish

Foto di archivioI

Un’organizzazione criminale ben strutturata, in grado di movimentare ingenti quantitativi di droga e di ripulirne i proventi nell’economia legale. È il quadro emerso dall’indagine della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, che ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari e al sequestro di beni immobili e societari. In totale sono 12 le persone arrestate nell’ambito dell’intera attività investigativa.

Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Velletri: sequestrati terreni e quote societarie. Ricostruito un traffico di oltre 27 chili di droga, tra cocaina e hashish

Il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Velletri ha disposto la custodia cautelare in carcere per due indagati, gli arresti domiciliari per altri due e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per i restanti due. Le misure si sommano agli otto arresti già eseguiti in flagranza di reato durante i vari sviluppi dell’inchiesta.

I comandi dalla cella e la rete dello spaccio 

Le indagini, avviate nel 2025 dai finanzieri della Compagnia di Pomezia, sono scattate da un primo monitoraggio sul territorio di Ardea attorno a un singolo pusher di cocaina e hashish. Gli approfondimenti hanno poi fatto luce su una rete ben più complessa, con ruoli definiti per la logistica, la distribuzione e il reimpiego dei capitali.

Tra gli elementi cruciali emersi dalle indagini figura la posizione di uno dei promotori del gruppo: nonostante fosse detenuto in carcere, l’uomo continuava a impartire direttive operative sulla movimentazione della droga e sulla gestione dei flussi finanziari.

Il riciclaggio nell’immobiliare e i sequestri 

Sul fronte economico, gli accertamenti patrimoniali delle Fiamme Gialle hanno tracciato la destinazione del denaro sporco. Parte dei guadagni illeciti veniva fatta confluire all’interno di una società immobiliare, poi utilizzata per l’acquisto di beni.

L’operazione ha portato al sequestro preventivo di quote societarie e di due terreni per un valore complessivo stimato in circa 70.000 euro. Contestualmente sono stati eseguiti nove decreti di perquisizione tra Roma, Albano Laziale, Aprilia, Cerveteri, Marino e Teramo.

Nel corso dei controlli sono stati sequestrati 2,2 chilogrammi di cocaina e 2,2 di hashish, ma la ricostruzione complessiva degli investigatori ha evidenziato cessioni per oltre 11 chili di cocaina e 16 chili di hashish.