Nuove segnalazioni sulla sicurezza degli alimenti interessano in questi giorni diversi prodotti presenti nella grande distribuzione e nei negozi italiani. I provvedimenti riguardano alimenti molto diversi tra loro e sono stati adottati per motivi differenti: dalla possibile presenza di corpi estranei alla contaminazione microbiologica, fino a sostanze oltre i limiti consentiti e a fenomeni di alterazione del prodotto.
Nuovi richiami alimentari riguardano diversi cibi e bevande tolte dal mercato: quali controlli effettuare e come comportarsi se avete già acquistato questi prodotti
I richiami alimentari rappresentano uno strumento di prevenzione utilizzato per intervenire quando emergono possibili problemi di sicurezza o conformità. Per i consumatori significa soprattutto prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali e verificare i prodotti acquistati prima di consumarli.
Per capire se un alimento acquistato è coinvolto, è fondamentale controllare sempre il numero di lotto e il termine di conservazione riportati sulla confezione. Le segnalazioni, infatti, riguardano specifiche partite e non automaticamente tutti i prodotti dello stesso marchio.
Salame Galbanetto, possibile presenza di corpi estranei
Tra i prodotti interessati c’è il Salame Galbanetto a marchio Galbani, venduto in pezzi interi. Il provvedimento riguarda due lotti, L264173 e L265173, con termini minimi di conservazione rispettivamente al 23 ottobre 2026 e al 24 ottobre 2026.
Il motivo del ritiro è la possibile presenza di corpi estranei nel prodotto. Il salame è stato prodotto da Egidio Galbani Srl nello stabilimento di via Togliatti 8, a Melzo, nella Città metropolitana di Milano.
Il richiamo è stato segnalato da Pam Panorama, Penny Market e Tigros. Per ulteriori informazioni è disponibile anche il servizio clienti Galbani al numero 800 328468.
Succo di arancia rossa, attenzione alla fermentazione
Un’altra segnalazione riguarda il succo di arancia rossa biologico Il Giusto delle Arance Libera Terra, venduto in bottiglie di vetro da 500 millilitri.
Il lotto interessato è il 160627. Il motivo del provvedimento è la presenza di alcol etilico non dichiarato in etichetta, in una quantità indicata di circa il 2% in volume.
Secondo quanto riportato nell’avviso, la presenza di alcol è legata a una fermentazione indesiderata del prodotto, che ha provocato anche un’alterazione delle sue caratteristiche organolettiche.
Il provvedimento interessa alcuni punti vendita Unicoop Firenze. Per informazioni sul prodotto sono disponibili i contatti di Libera Terra indicati nell’avviso di richiamo.
Pesce surgelato e cozze: due segnalazioni diverse
Tra i prodotti interessati dai richiami alimentari ci sono anche alimenti ittici.
Il primo riguarda le trance di verdesca surgelate a marchio Noriberica, vendute in cartoni da 5 chilogrammi. Il lotto coinvolto è P26-124-51, con termine minimo di conservazione 09/2027.
In questo caso il motivo del richiamo è un rischio chimico, dovuto alla presenza di mercurio oltre i limiti di legge. Il prodotto è stato realizzato da Noriberica SA nello stabilimento di Vigo, in Spagna.
Il secondo caso riguarda invece le cozze con guscio congelate a marchio Arbi, vendute in confezioni da 500 grammi. Il lotto interessato è KP221225, con TMC 22 dicembre 2027.
Per le cozze l’avviso indica una sospetta problematica microbiologica, senza specificare ulteriormente la natura della criticità. Il prodotto è stato realizzato da Mejillones Aucar Limitada nello stabilimento di Quemchi, nella regione di Los Lagos, in Cile.
Peperoncino, richiamo per aflatossina B1
L’ultimo prodotto da controllare è il peperoncino amando frantumato a marchio Montosco, venduto in tubi da 165 grammi.
Il richiamo interessa tre lotti: L2603601(1), L2610601 e L2531801. I rispettivi termini minimi di conservazione sono 28 febbraio 2029, 30 aprile 2029 e 30 novembre 2028.
Il motivo è la presenza di aflatossina B1, una sostanza che determina un rischio di natura chimica. Il prodotto è stato realizzato da La Collina Toscana Spa nello stabilimento di viale Europa 3, a Castel San Niccolò, in provincia di Arezzo.
Cosa fare se il prodotto è in casa
In presenza di uno di questi richiami alimentari, la prima operazione da fare è confrontare attentamente marchio, denominazione, formato, lotto e data indicata nell’avviso.
Se tutti gli elementi coincidono, la raccomandazione è di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita dove è stato acquistato, seguendo le indicazioni fornite dall’esercente.
È importante non fare confusione: il richiamo riguarda le specifiche partite indicate negli avvisi, non necessariamente tutti gli alimenti dello stesso marchio.




















