Buoni scuola 2026/2027 ad Anzio, contributi fino a 250 euro: come funziona e chi può aderire

Buoni scuola per sostenere le spese scolastiche: il Comune di Anzio cerca gli esercizi commerciali che vogliono aderire all'iniziativa

Immagine di repertorio.

Il Comune di Anzio prepara anche per l’anno scolastico 2026/2027 una misura di sostegno alle famiglie con figli iscritti alle scuole secondarie. L’iniziativa punta ad aiutare i nuclei familiari con un contributo destinato all’acquisto di libri di testo e materiale didattico, riducendo il peso delle spese scolastiche.

Buoni scuola per sostenere le spese scolastiche: il Comune di Anzio cerca gli esercizi commerciali che vogliono aderire all’iniziativa

La novità di questi giorni riguarda però soprattutto gli esercenti: è stata pubblicata la manifestazione di interesse attraverso la quale le attività commerciali possono chiedere di essere inserite nell’elenco degli esercizi accreditati per accettare i buoni scuola.

Il sostegno economico è rivolto ai nuclei familiari di studenti residenti nel Comune di Anzio che rispettano il requisito economico previsto dall’avviso, con ISEE inferiore a 15.493,71 euro.

L’importo cambia in base al percorso scolastico dello studente. Per chi frequenta la scuola secondaria di primo grado, quindi le scuole medie, il contributo può arrivare fino a 200 euro.

Per gli studenti iscritti alla scuola secondaria di secondo grado oppure a un Centro di Formazione Professionale, invece, il contributo può raggiungere un massimo di 250 euro.

L’obiettivo è sostenere concretamente le famiglie nell’acquisto del materiale necessario per affrontare il nuovo anno scolastico e, allo stesso tempo, contribuire alla tutela del diritto allo studio e al contrasto dell’abbandono scolastico.

Non potranno beneficiare della misura i nuclei familiari che abbiano già ricevuto altri contributi regionali destinati all’acquisto degli stessi libri di testo o del materiale didattico per l’anno scolastico 2026/2027.

Chi può accettare i buoni

Per rendere concretamente utilizzabile il contributo, il Comune sta costruendo un elenco di esercizi commerciali accreditati.

Possono presentare la propria candidatura le attività commerciali di vendita al dettaglio, comprese quelle della media e grande distribuzione, e le imprese di produzione artigiana interessate alla vendita dei prodotti previsti dall’iniziativa.

Tra i requisiti richiesti c’è la regolare iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio di Roma e provincia oppure presso la Camera di Commercio di Latina e provincia.

Gli esercizi che saranno accreditati potranno partecipare all’iniziativa attraverso la piattaforma Shopping Plus, utilizzata per consentire alle famiglie di usufruire dei buoni scuola attraverso la tessera sanitaria.

Per gli esercenti interessati si tratta quindi di un’opportunità per entrare nella rete di attività presso le quali le famiglie potranno utilizzare il contributo comunale.

La manifestazione di interesse è già online e gli esercenti interessati devono utilizzare esclusivamente il modello allegato all’avviso pubblico.

La domanda deve essere trasmessa tramite posta elettronica certificata all’indirizzo servizisociali.comuneanzio@pec.it, indicando nell’oggetto la richiesta di iscrizione nell’elenco degli esercenti accreditati per l’utilizzo dei buoni scuola sulla tessera sanitaria.

Il documento deve essere firmato dal legale rappresentante dell’attività, con firma digitale oppure autografa, secondo le modalità indicate nell’avviso.

La scadenza è fissata per lunedì 14 settembre 2026 alle ore 12. Dopo questa fase, il Comune potrà procedere alla formazione dell’elenco degli esercizi commerciali che avranno aderito all’iniziativa.

L’intervento rappresenta quindi un doppio sostegno: da una parte offre alle famiglie con ISEE più basso un aiuto per affrontare le spese legate alla scuola; dall’altra coinvolge direttamente il commercio locale attraverso una rete di attività accreditate.

I buoni scuola si inseriscono così nelle politiche comunali dedicate al diritto allo studio e puntano a rendere più sostenibile per le famiglie l’acquisto di libri e materiale didattico necessario durante l’anno scolastico.