Il mondo della cultura e dello spettacolo piange la scomparsa di Fulvio Lucisano, uno dei più grandi ed eclettici produttori della cinematografia italiana. Si è spento all’età di 98 anni dopo oltre sette decenni dedicati a plasmare il cinema popolare e d’autore nel nostro Paese, dalla sua Roma.
Il cordoglio del cinema per la scomparsa di Fulvio Lucisano. Suoi capolavori come “Ricomincio da tre” e “Notte prima degli esami”
A dare la notizia è stata la figlia Paola che, insieme alla sorella Federica, ha raccolto l’eredità artistica del padre: «Riposa in pace Papà», il breve ed emozionante messaggio condiviso sui social.
La carriera: dall’Istituto Luce al successo della IIF
Nato a Roma nel 1928, Lucisano muove i primi passi nel settore alla fine degli anni ’40 lavorando ai documentari per l’Istituto Luce. La svolta arriva nel 1958 con la fondazione della Italian International Film (IIF), casa di produzione che sotto la sua guida per oltre cinquant’anni è diventata un punto di riferimento fondamentale non solo per il grande schermo (con più di 130 pellicole all’attivo), ma anche per la serialità televisiva di successo, come la fiction Mina Settembre.
Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con i maestri del cinema italiano: da Mario Bava a Luigi Comencini, da Lina Wertmüller ad Alberto Sordi, fino a lanciare o accompagnare talenti come Massimo Troisi, Francesca Archibugi e Fausto Brizzi.

I grandi successi e i premi Tra i tantissimi titoli iconici targati Lucisano si ricordano: Ricomincio da tre (1981) e Il grande cocomero (1993); Fantozzi – Il ritorno (1996) e Ninfa plebea (1996); Notte prima degli esami (2006) ed Ex (2009); La saga di Non ci resta che il crimine (2019)
La sua straordinaria attività gli è valsa 5 David di Donatello (incluso il David Speciale alla carriera nel 2009), 4 Nastri d’Argento, due nomination agli Oscar e la nomina a Cavaliere del Lavoro nel 2007. È stato inoltre presidente dell’Anica dal 1998 al 2001.

Il ricordo del ministro e l’omaggio dei suoi lavoratori Immediato il cordoglio delle istituzioni e dei colleghi. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, lo ha ricordato come «uno dei grandi artefici del cinema italiano, un produttore sartoriale che ha investito nel talento con passione e coraggio».
Profondamente toccante anche il saluto dei dipendenti del Gruppo Lucisano e della IIF: «Oggi salutiamo una persona di famiglia, il nostro condottiero e la nostra guida. Ci ha insegnato che il cinema è una responsabilità e una forma di vita. Continueremo a camminare sulla strada che ha tracciato».




















