L’incendio sulla Laurentina è stato domato. Lo hanno comunicato i vigili del fuoco precisando che, dalla tarda mattinata di oggi, lunedì 17 agosto, il rogo divampato alla fine di luglio in una vasta zona situata nei pressi del Grande Raccordo Anulare è stato definitivamente estinto dopo lo spegnimento degli ultimi focolai.
Incendio sulla Laurentina estinto definitivamente, aggiornate le rilevazioni sullo stato di salute dei quartieri di Roma sud raggiunti dalle esalazioni
I risultati delle ultime analisi condotte dall’Asl e da Arpa Lazio tracciano, inoltre, un quadro decisamente rassicurante rispetto alle prime fasi sia per quanto riguarda la presenza di amianto nel terreno divorato dalle fiamme sia per la qualità complessiva dell’aria.
Test Asl sull’amianto
Le verifiche effettuate dalla Asl per rilevare l’eventuale dispersione di amianto hanno dato esito totalmente negativo. Tutti i campionatori posizionati nell’epicentro dell’incendio e nelle zone limitrofe -compresi i perimetri in prossimità di diversi istituti scolastici- non hanno intercettato alcuna traccia della sostanza, scongiurando uno dei rischi sanitari più temuti.
I campionamenti dell’Arpa Lazio
A confermare il netto miglioramento sono anche i rilievi promossi da Arpa Lazio, attiva sul campo sin dalle prime fasi del rogo divampato lo scorso 26 luglio. Dopo i picchi di emissioni misurati in concomitanza con le fiamme, il monitoraggio continuativo ha segnalato un vero e proprio crollo delle concentrazioni inquinanti.
Gli ultimi quattro rilievi, condotti tra l’8 e il 12 agosto, indicano infatti livelli di diossine compresi tra 0,06 e 0,08 pg/m³. Si tratta di parametri persino inferiori al valore indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come concentrazione stimata di riferimento negli ambienti urbani.
Nonostante la curva favorevole, la guardia resta alta. L’area interessata dall’evento rimane attualmente sottoposta a sequestro, in attesa degli esiti delle indagini avviate dall’autorità giudiziaria per accertare le dinamiche e le responsabilità del rogo. Le istituzioni e le strutture coinvolte proseguiranno i controlli garantendo alla cittadinanza un’informazione puntuale e costante basata sui dati ufficiali.
L’emergenza nei primi giorni dell’incendio
Gli abitanti coinvolti possono dunque tirare un sospiro di sollievo rispetto ai giorni immediatamente successivi all’evento quando, all’altezza del civico 980 di via Laurentina, erano state rilevate da Arpa Lazio concentrazioni di diossina fino a tre volte superiori alla soglia media urbana indicata dall’Oms tanto che il Comune di Roma aveva invitato i cittadini a tenere le finestre chiuse e a lavare con estrema cura frutta e verdura coltivate in zona.
La preoccupazione era rimasta alta anche ai primi del mese di agosto quando la terra continuava ad espellere fumi tossici.
Le indagini
Sotto le radici non c’era solo terra, ma tonnellate di rifiuti interrati, ricoperti e dimenticati. L’inchiesta, aperta per discarica abusiva, punta a chiarire se quel campo fosse un semplice sito di sversamento o uno degli ingranaggi del traffico illecito di rifiuti gestito dalla criminalità. Una discarica di oltre un ettaro non nasce in una notte: cresce lentamente, un camion alla volta. I magistrati stanno ora scavando nel passato dell’area per risalire ai proprietari, a chi ne aveva la disponibilità e, soprattutto, alla natura dei materiali sotterrati.
I comitati di quartiere
Tredici comitati di quartiere avevano protestano compatti, ricordando di aver denunciato da anni la presenza di discariche abusive nella zona. L’affioramento di un fluido giallastro dal terreno surriscaldato aveva alimentato la paura che, oltre alla diossina nell’aria, vi fosse un rischio concreto di contaminazione del suolo.
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