Un’ondata di fumo e odori acri sta flagellando Vallerano, EUR Papillo e i quartieri di Roma Sud, a seguito degli incendi divampati tra via Laurentina e il Raccordo Anulare. Mentre i cittadini presentano un esposto, la Presidente del Municipio IX, Titti Di Salvo, sollecita la Commissione parlamentare sui rifiuti.
L’approfondimento della Commissione Parlamentare sul sospetto di discariche abusive nei terreni privati in fiamme: residenti stremati per l’aria tossica, denunciano rischi per la salute a 10 giorni dal rogo
A partire dal fine settimana del 25 e 26 luglio, una serie di violenti incendi ha devastato l’area compresa tra la Via Laurentina e il Grande Raccordo Anulare. Le fiamme hanno avvolto ampie porzioni di sterpaglie e intaccato le pertinenze esterne di un’attività di ristorazione a Vallerano, arrivando a minacciare le abitazioni del quadrante tra EUR Papillo, Colle Parnaso e Fonte Ostiense.
Secondo le testimonianze, ogni mattina, attorno alle 5,00, una cappa nauseabonda sembra avvolgere i complessi residenziali. Gli abitanti denunciano sintomi acuti come nausea, forte mal di testa e irritazioni respiratorie, definendo il clima invivibile: «L’aria è irrespirabile già all’alba. Sembra una nuova terra dei fuochi».
Dalla combustione delle sterpaglie poi, sono affiorati cumuli di spazzatura e pneumatici dismessi, che hanno alimentato il pesante sospetto che nel sottosuolo vi siano quantitativi di rifiuti speciali interrati.
L’esposto dei Comitati di Quartiere e le richieste alle istituzioni
Di fronte a questa emergenza, il Comitato di Quartiere EUR Papillo – Acqua Acetosa Ostiense, con i soci fondatori e la referente Ida Salsone, ha depositato un esposto formale indirizzato al Municipio IX e alle altre amministrazioni.
I cittadini chiedono di fare luce sulle cause del propagarsi così rapido del fuoco, la verifica della rete degli idranti apparsa inefficace e un piano di sfalcio della vegetazione e bonifica strutturale. A questa protesta si unisce il CdQ Tor de’ Cenci – Spinaceto – Tre Pini – Castel di Decima, che evidenzia l’angoscia per i roghi sotterranei e attacca la comunicazione iniziale: «Una grave mancanza di comunicazione istituzionale che lascia la cittadinanza priva di notizie certe sui reali rischi per la salute pubblica».
Nel frattempo, Roma Capitale e la Protezione Civile hanno diramato raccomandazioni cautelative per le zone di Vallerano, Castel di Leva, Spinaceto e Torrino, invitando a chiudere le finestre, non sostare all’aperto e lavare gli ortaggi coltivati in loco.
Gli ultimi dati ARPA: il punto sui campionamenti dell’aria
Per monitorare la qualità dell’aria, ARPA Lazio ha installato un campionatore in prossimità dell’incendio, all’altezza del civico 980 di via Laurentina. Le analisi ricercano la presenza di diossine, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e Policlorobifenili (PCB). Stando agli ultimi dati ARPA resi disponibili nei bollettini ufficiali, i valori evidenziano una progressiva diminuzione.
Nel primo campione prelevato tra il 27 e il 28 luglio 2026, il valore delle Diossine (TEQ) era pari a 0,39 pg/m³, superando la soglia di 0,3 pg/m³ indicata dall’OMS come spia di una fonte di emissione localizzata dovuta all’incendio.
Nel campione successivo (28-29 luglio 2026), gli ultimi dati ARPA mostrano una discesa delle diossine a 0,12 pg/m³. Il Benzo(a)pirene (IPA) è passato da 0,3 ng/m³ a un valore inferiore a 0,1 ng/m³. I PCB hanno registrato 284 pg/m³ nel primo rilevamento, rientrando nei range di variabilità previsti dall’OMS per i siti urbani (da 3 a 3.000 pg/m³).
Il confronto con i precedenti e l’intervento del Municipio IX
Gli ultimi dati ARPA mostrano quindi parametri in calo, similmente a quanto avvenuto in passato nell’incendio di Largo Jacovitti, dove il campione del 31/12/23-2/1/24 mostrava diossine a 6,5 pg/m³, scese a 0,61 pg/m³ nei giorni 2-3/1/24, permettendo all’autorità sanitaria di disporre il rientro nelle case evacuate.
Tuttavia, per garantire la massima tutela, la presidenza del Municipio IX ha preteso che le rilevazioni proseguano. L’area colpita sulla Laurentina comprende terreni privati dove da anni si sospetta la presenza di spazzatura sotterrata, nonostante una bonifica svolta nel 2020.
L’iniziativa di Titti Di Salvo e la Commissione Parlamentare
Per fare definitiva luce sulla natura dei terreni e verificare se vi siano materiale e sostanze illecite sotterrate, la Presidente del Municipio IX Titti Di Salvo, ha formalizzato un’azione diretta.
«Come Presidente del Municipio ho chiesto formalmente che la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti prenda in carico la vicenda e svolga tutti gli approfondimenti necessari per arrivare, una volta per tutte, alla verità », spiega in una nota Titti Di Salvo.
Con l’apertura di un fascicolo da parte dell’Autorità giudiziaria e l’avvio delle indagini parlamentari previsto entro la settimana, si punta a fare chiarezza su una vicenda che tiene intere famiglie nell’angoscia.




















