Un’emergenza vespa orientalis ha investito un appartamento nel quartiere EUR a Roma, dove un’anziana residente, aveva sottovalutato la presenza di un grosso nido costruito nell’intercapedine del terrazzo. Solo la tempestiva chiamata dei familiari ha permesso l’intervento d’urgenza di uno specialista, evitando conseguenze drammatiche per l’incolumità della donna e dei vicini.
La presenza di numerosi esemplari di vespa orientalis scambiata per un passaggio innocuo: l’allarme lanciato dai familiari evita il peggio. Estratto il nido pieno di larve
Un’insidia ad alto rischio si nascondeva sulle pareti esterne di un’abitazione nel quartiere EUR a Roma. All’interno della griglia di aerazione di un immobile, ideata per ventilare le intercapedini delle pareti ed evitare la condensa, una colonia di vespa orientalis aveva stabilito la propria sede, costruendo un favo di dimensioni imponenti.
L’anziana proprietaria dell’appartamento, solita transitare sul terrazzo a poca distanza dal punto d’uscita degli insetti, non aveva percepito il pericolo reale, convincendosi che la presenza di quegli esemplari fosse del tutto inoffensiva e priva di minaccia immediata.
L’allarme è scattato quando i familiari, resosi conto della gravità della situazione e della vicinanza del nido agli spazi vissuti quotidianamente, hanno richiesto un intervento d’urgenza dell’etologo Andrea Lunerti per mettere in sicurezza la zona ed eliminare il favo, prima che la colonia potesse espandersi ulteriormente.
L’intervento in tuta speciale e l’attacco dello sciame
L’operatore esperto è giunto sul posto equipaggiato con una tuta ad alta protezione, completa di casco e rete di sicurezza integrata per schermare il volto dalle punture. Avvicinandosi al punto critico – collocato sulla parete dell’edificio proprio di fianco a un box elettrico –, lo specialista ha documentato la presenza di decine di esemplari adulti che entravano ed uscivano attraverso le fenditure della griglia, nel muro.
Insomma, con il volgere della stagione estiva e l’imminente arrivo delle piogge, quella colonia di vespa orientalis stava completando la costruzione del rivestimento esterno del favo per proteggere la struttura interna.
Per dimostrare alle persone presenti l’estrema pericolosità della colonia, ha avvicinato uno smartphone al nido, provocando una reazione furiosa degli insett, immediata e violentissima. Numerosi esemplari si sono scagliati contro lo schermo del telefono e contro la maschera protettiva dell’esperto, colpendo ripetutamente il vetro del cellulare, nell’atto di tentare di pungerlo.
La sorpresa dell’anziana di fronte al pericolo scampato
La dimostrazione visiva dell’aggressività e della pericolosità dello sciame, ha sconvolto l’anziana residente. Solo dopo aver osservato i filmati realizzati da vicino – che mostravano gli insetti intenti ad attaccare il dispositivo elettronico a pochi centimetri dal suo passaggio abituale – la donna ha compreso la portata del rischio corso ogni giorno sul proprio terrazzo, ammettendo con evidente aria sorpresa: «Non immaginavo potessero essere così pericolose».
L’intervento ha evitato che la donna o i vicini di casa potessero subire un attacco di massa, evenienza che in soggetti vulnerabili o allergici può condurre a conseguenze sanitarie gravissime.
L’estrazione del favo e la bonifica dell’intercapedine
Una volta neutralizzata la minaccia aerea e messo in atto il protocollo di sicurezza, lo specialista ha proceduto con l’estrazione fisica della struttura dal muro.
Aprendo un varco attraverso la griglia, l’operatore ha rimosso la porzione principale del favo, per poi mostrarla alla proprietaria all’interno dell’abitazione. L’ispezione della celletta estratta, ha rivelato la presenza di un numero elevatissimo di larve e uova in fase di sviluppo, che da lì a breve avrebbero dato vita a centinaia di nuovi esemplari, ingrandendo a dismisura il volume del nido all’interno della parete.
Con la rimozione del materiale biologico e il trattamento dell’intercapedine, l’area del terrazzo nel quartiere EUR è stata infine dichiarata completamente bonificata e messa in sicurezza.




















