Neonati, bambini e adolescenti costretti a dormire sulle brandine della Protezione Civile o negli spazi condizionati del Polo civico dell’Esquilino. È la condizione dei più di 90 minori coinvolti, insieme alle loro famiglie, nelle conseguenze del rogo che, per via dell’incendio nella notte tra il 29 e il 30 luglio, ha portato al sequestro giudiziario e al conseguente sgombero di Spin Time Labs, lo stabile privato in via Santa Croce in Gerusalemme occupato da anni a uso abitativo.
Dopo l’incendio e il sequestro di Spin Time, l’allarme di Save the Children. Gualtieri propone di acquistare l’immobile, ma Rocca frena
In totale sono oltre 400 le persone rimaste senza casa, ed è proprio sulle sorti dei più piccoli e sul futuro della struttura che si sta consumando un duro braccio di ferro tra le istituzioni locali e nazionali.
L’allarme di Save the Children: «Sistemazioni precarie e temperature estreme»
Mentre all’esterno dello stabile gli ex residenti mantengono un presidio permanente in attesa di notizie, la preoccupazione principale riguarda l’impatto di questa emergenza sui più piccoli.
Save the Children è intervenuta con una forte nota di richiamo, evidenziando che le soluzioni di emergenza messe in campo da Roma Capitale, dalle strutture ecclesiastiche e dalla rete associativa locale — pur indispensabili — rimangono tampone: «Si tratta di sistemazioni temporanee e precarie che aggravano ulteriormente la condizione dei minori, costretti a lasciare alle proprie spalle tutto ciò che per un bambino rappresenta sicurezza, stabilità e normalità.
Una società civile non può accettare che decine di bambini rimangano, anche solo per un’ora in più, in una condizione di tale disagio, con conseguenze per il loro benessere fisico e psicologico aggravate anche dalle alte temperature di questi giorni».
L’organizzazione ha chiesto che vengano salvaguardati i percorsi di integrazione, inclusione e solidarietà costruiti negli anni all’interno della comunità dell’Esquilino.
La spaccatura politica: il piano Campidoglio e la frenata della Regione
La vicenda dei minori in strada ha riacceso immediatamente lo scontro politico sulle occupazioni e sul diritto all’abitare a Roma. Un primo tavolo di confronto si è svolto in Prefettura ed è stato aggiornato a lunedì per individuare percorsi praticabili.
Gualtieri e il PD: «Pianifichiamo l’acquisto dell’immobile»

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha rivendicato la volontà della Giunta di salvaguardare il valore sociale accumulato nella struttura, attaccando le posizioni dell’opposizione: «C’è il nostro totale impegno per l’emergenza, sia nel breve periodo sia per salvaguardare una bella esperienza di integrazione. Abbiamo portato la nostra proposta di acquisto dell’immobile. È vergognosa la destra che considera una cosa positiva che ci siano bambini rimasti per strada».
A sostegno del sindaco è intervenuta direttamente la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein: «Appoggiamo il Comune in questo sforzo. Una soluzione va trovata, anche perché è un’esperienza preziosa che non si deve disperdere. I nostri parlamentari stanno seguendo da vicino la situazione e i Giovani Democratici sono presenti al presidio».
Rocca (Regione Lazio): «Prima le regole e le liste d’attesa»
Di tutt’altro avviso il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che pur lodando la gestione dell’ordine pubblico da parte di Prefettura e Questura, si oppone fermamente all’impiego di fondi pubblici per sanare l’occupazione: «Se si dovesse percorrere l’ipotesi dell’acquisto di Spin Time parliamo di milioni di euro per rimetterlo in sicurezza.
Credo sia giusto seguire le graduatorie degli alloggi popolari. Non c’è un diritto che si matura con la violenza e con l’occupazione: riconoscere diritti a chi occupa non va bene, dobbiamo riconoscerli a chi ha bisogno e rispetta le regole».


















