Rogo nella notte allo Spin Time: rete d’emergenza accoglie decine di persone fragili nelle sedi comunali

Bufera sicurezza sul centro sociale occupato Spin Time Lab: il palazzo è stato sbarrato per impedire una nuova occupazione. i più fragili accolti in tre strutture comunali del territorio

Dopo la notte di puro terrore che ha travolto il quartiere Esquilino, dove un improvviso incendio si è sprigionato all’interno dello stabile di dieci piani in via di Santa Croce in Gerusalemme 55, sede dello Spin Time Lab, l’edificio è stato evacuato d’urgenza dalle forze dell’ordine e posto sotto sequestro per motivi di sicurezza, lasciando decine di persone senza un tetto. Per 70 di loro si è già attivato il mini governo del I Municipio.

Bufera sicurezza sul centro sociale occupato Spin Time Lab: il palazzo è stato sbarrato per impedire una nuova occupazione. i più fragili accolti in tre strutture comunali del territorio

L’allarme era scattato intorno alle 22.30 di mercoledì 29 luglio. In pochi minuti, alte e dense colonne di fumo nere si sono levate dal palazzo di dieci piani, scatenando il panico tra i residenti della zona. Sul posto sono arrivati a sirene spiegate i vigili del fuoco, gli uomini della Polizia di Stato e i mezzi d’emergenza della Protezione Civile, per mettere in sicurezza gli occupanti e prestare immediata assistenza sanitaria a chi mostrava sintomi di intossicazione o malessere.

Nonostante il principio d’incendio sia stato domato con tempestività, la struttura è stata sgombrata per consentire lo svolgimento delle verifiche tecniche. Gli occupanti, attraverso una nota, hanno sottolineato l’assenza di conseguenze critiche grazie all’efficacia dei presidi interni e alla gestione comunitaria.

Tuttavia, l’immobile è stato transennato e posto sotto il presidio costante degli agenti di polizia, con l’accesso completamente interdetto in attesa dei rilievi sull’agibilità.

Il piano di accoglienza d’emergenza per i soggetti fragili

Di fronte allo sgombero forzato di decine di persone, esacerbato dalle temperature torride di questo periodo, si è attivata la macchina d’emergenza del Municipio Roma I Centro. Il mini governo del centro storico ha espresso profonda vicinanza alla comunità colpita da quella che ha definito una drammatica emergenza sociale e abitativa, focalizzando gli sforzi sulla protezione delle fasce più deboli come anziani, bambini e soggetti affetti da patologie gravi.

Per dare una risposta immediata e concreta, sono stati messi a disposizione 70 posti letto complessivi distribuiti all’interno di tre strutture comunali del territorio: la Casa del Municipio, la sede del Polo Civico e la sede del Csaq Esquilino.

Con il supporto fondamentale della Protezione Civile, che ha fornito brandine, coperte e beni di prima necessità, i servizi sociali e gli uffici municipali hanno avviato il coordinamento degli ingressi per garantire vitto, alloggio e assistenza sanitaria continuativa, assicurando che le persone vulnerabili non vengano lasciate sole durante questa fase critica.

Lo scontro sulle riaperture e le accuse sulla sicurezza

Se dal lato dell’assistenza si lavora per gestire gli evacuato dello sgombero, sul piano politico l’incendio allo Spin Time ha fatto esplodere durissime polemiche sulle condizioni di sicurezza dell’immobile.

Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, è intervenuto con una nota ufficiale chiedendo decisioni chiare e definitive, sostenendo che non sia più accettabile permettere a famiglie e bambini di risiedere in uno stabile occupato e privo delle necessarie norme di sicurezza.

Rocca ha rivolto un appello diretto al sindaco Roberto Gualtieri, affinché si assicurino sistemazioni dignitose agli aventi diritto ma si impedisca categoricamente il rientro degli occupanti nella struttura.

Sulla stessa linea d’attacco si è schierato il Vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, che ha denunciato presunti tentativi di pressione sugli organi tecnici per forzare una rapida riapertura del palazzo.

Rampelli ha puntato il dito contro chi, a suo dire, sta tentando irresponsabilmente di provocare una nuova occupazione per fini politico-elettorali, definendo lo stabile una vera e propria bomba a orologeria che ha rischiato di trasformarsi in una strage. Mentre gli organi competenti proseguono gli accertamenti sullo stato di salute dell’edificio, l’area dell’Esquilino resta presidiata e blindata.