“Amen, Roma”: il libro che racconta Ostia, Roma, le trasformazioni urbane dei Giubilei e il futuro del Litorale

Presentato alla libreria Ubik di Ostia il libro di Paula Filipe de Jesus: un viaggio tra urbanistica, comunità, tre Giubilei e il futuro sviluppo della cittadina lidense e del Litorale romano

Un momento della presentazione del libro "Amen, Roma" tenutasi alla libreria Ubik di Ostia. Canaledieci.it.

Roma cambia davvero oppure si trasforma soltanto quando deve prepararsi ad accogliere un grande evento? È questa la domanda che attraversa “Amen, Roma. Un delitto urbanistico in tre Giubilei”, il nuovo libro di Paula Filipe de Jesus, urbanista e componente di LabUr – Laboratorio di Urbanistica, presentato oggi, nel pomeriggio di venerdì 24 luglio 2026, alla libreria Ubik di Ostia, nel cuore della cittadina lidense, in viale dei Misenati 46, a pochi passi da piazza Anco Marzio.

Presentato alla libreria Ubik di Ostia il libro di Paula Filipe de Jesus: un viaggio tra urbanistica, comunità, tre Giubilei e il futuro sviluppo della cittadina lidense e del Litorale romano

L’incontro  tra l’autrice del libro e i lettori, moderato dal giornalista del Messaggero Mirko Polisano, ha riunito professionisti, cittadini e appassionati di urbanistica per discutere del futuro della Capitale e del suo territorio costiero. Il volume, infatti, non si limita a raccontare tre importanti appuntamenti religiosi, ma propone una riflessione ampia sulle trasformazioni urbane che hanno interessato Roma negli ultimi venticinque anni, con un focus particolare su Ostia, sul Litorale romano e sulle comunità che ogni giorno vivono questi luoghi.

Un viaggio attraverso i tre Giubilei che hanno cambiato Roma

Il filo conduttore del libro è rappresentato dai tre Giubilei che hanno segnato la storia recente della Capitale: il Giubileo del 2000, il Giubileo Straordinario della Misericordia del 2015-2016 e il Giubileo 2025 – Pellegrini di Speranza.

Attraverso documenti, cartografie, sopralluoghi, fotografie e un’approfondita analisi tecnica, Paula Filipe de Jesus ricostruisce come questi grandi eventi abbiano inciso sulla città, influenzando infrastrutture, mobilità, spazi pubblici e scelte urbanistiche.

Ma “Amen, Roma” non è un semplice saggio tecnico. È soprattutto un invito a osservare la città con occhi diversi, andando oltre l’elenco delle opere realizzate per interrogarsi sull’effettiva qualità dei cambiamenti e sulla loro capacità di migliorare la vita quotidiana dei cittadini.

"Amen, Roma”: il libro che racconta Ostia, Roma, le trasformazioni urbane dei Giubilei e il futuro del Litorale 1
Nella foto Canaledieci.it, l’autrice del libro, Paula Filipe De Jesus, con una copia del suo libro “Amen, Roma”.

Ostia e il Litorale romano al centro del dibattito

Uno degli aspetti più originali del volume è l’attenzione dedicata a Ostia, che nel libro assume un ruolo centrale e non marginale.

Per l’autrice, Ostia rappresenta una delle chiavi di lettura più significative per comprendere l’evoluzione della Capitale. È qui che emergono con maggiore evidenza le opportunità e le contraddizioni della pianificazione urbana, tra interventi di riqualificazione, grandi progetti, esigenze dei residenti e tutela del patrimonio ambientale.

Il racconto e l’analisi si estendono a tutto il Litorale romano, affrontando temi come la qualità dello spazio pubblico, la mobilità, il rapporto con il mare e il futuro del territorio.

Tra gli argomenti affrontati trova spazio anche il Parco del Mare, progetto destinato a ridisegnare il rapporto tra Roma e la sua costa, con l’obiettivo di valorizzare il lungomare, migliorare la fruibilità degli spazi e rafforzare l’identità del litorale.

Le comunità prima dei cantieri

Uno degli elementi più interessanti di “Amen, Roma” è l’attenzione riservata alle comunità.

Per Paula Filipe de Jesus, infatti, una città non può essere raccontata soltanto attraverso le opere pubbliche o gli investimenti, ma deve essere osservata partendo dalle persone che la abitano.

Per questo il libro dedica ampio spazio anche alla vicenda dell’Idroscalo di Ostia, simbolo di un territorio che negli anni ha vissuto profonde trasformazioni senza perdere la propria identità.

Attraverso testimonianze, esperienze civiche e figure come Franca Vannini, il volume restituisce il valore della memoria collettiva e del legame tra cittadini e territorio, dimostrando come ogni progetto urbanistico debba confrontarsi con la storia dei luoghi.

Il ruolo di LabUr – Laboratorio di Urbanistica

La presentazione del libro è stata anche l’occasione per approfondire il lavoro di LabUr – Laboratorio di Urbanistica, realtà impegnata nello studio delle trasformazioni della città attraverso un approccio multidisciplinare. Il laboratorio analizza strumenti urbanistici, piani regolatori, interventi pubblici e processi amministrativi, affiancando alla ricerca documentale un costante lavoro sul campo.

L’obiettivo è comprendere come si costruisce realmente una città, valutando non soltanto i progetti, ma anche il loro impatto sulle persone e sull’ambiente. Secondo la filosofia di LabUr, la pianificazione urbana deve nascere dall’ascolto, dalla conoscenza diretta dei territori e dalla partecipazione delle comunità locali.

Durante la presentazione, Paula Filipe de Jesus ha sintetizzato il messaggio del libro con una riflessione che rappresenta il cuore del suo lavoro.

“I progetti sono quasi sempre copiati da altri. Un tecnico serio va sul posto, parla con le persone, osserva il comportamento dei luoghi nelle diverse stagioni e solo dopo progetta.”

Parole che racchiudono una precisa idea di urbanistica, fondata sull’osservazione, sul dialogo e sulla conoscenza dei territori.

L’autrice ha poi ribadito come il futuro di Roma non possa essere costruito esclusivamente in funzione dei grandi eventi.

“L’urbanistica non può essere soltanto tecnica o amministrazione. Deve nascere dall’ascolto delle comunità, dall’osservazione del territorio e dalla capacità di comprendere l’identità dei luoghi prima di immaginarne il futuro.”

È questa la filosofia che accompagna l’intero volume e che invita lettori, amministratori e tecnici a ripensare il modo in cui vengono progettati gli spazi urbani.

Un libro che guarda al futuro di Roma partendo da Ostia

“Amen, Roma. Un delitto urbanistico in tre Giubilei” è molto più di un libro dedicato ai tre Giubilei.

È un racconto che intreccia urbanistica, storia, partecipazione civica e territorio, offrendo una lettura approfondita delle trasformazioni che hanno interessato Roma e il suo mare negli ultimi venticinque anni.

Partendo da Ostia, il volume affronta questioni che riguardano l’intera Capitale: il rapporto tra centro e periferie, la valorizzazione del Litorale romano, il futuro del Parco del Mare, la qualità degli spazi pubblici e la necessità di una pianificazione più attenta alle esigenze reali dei cittadini.

La presentazione alla libreria Ubik di Ostia ha confermato l’attualità di questi temi, aprendo un confronto che va ben oltre il libro e che riguarda il futuro stesso della città. Perché, come suggerisce Paula Filipe de Jesus, una città cambia davvero solo quando impara ad ascoltare chi la vive ogni giorno.

Parco del Mare: una delle sfide decisive per il futuro di Ostia

Tra i temi che emergono durante la presentazione di “Amen, Roma” trova spazio anche la riflessione sul Parco del Mare, uno dei progetti più significativi per il futuro di Ostia e dell’intero Litorale romano.

L’idea di un grande parco lineare affacciato sul mare rappresenta molto più di un intervento di riqualificazione urbana. Il progetto punta infatti a ricucire il rapporto tra la città e la costa, valorizzando il patrimonio ambientale, migliorando gli spazi pubblici e rendendo il lungomare più accessibile, vivibile e sostenibile.

Pur non essendo il tema esclusivo del libro, il Parco del Mare si inserisce perfettamente nella riflessione proposta da Paula Filipe de Jesus sul modo in cui vengono progettate le trasformazioni urbane. L’autrice invita infatti a considerare ogni intervento non soltanto come un’opera infrastrutturale, ma come un processo capace di coinvolgere le comunità, rispettare l’identità dei luoghi e migliorare concretamente la qualità della vita.

In questa prospettiva, il futuro di Ostia passa anche dalla capacità di integrare ambiente, mobilità, spazi pubblici e partecipazione dei cittadini. Il Parco del Mare diventa così il simbolo di una nuova idea di sviluppo, nella quale il mare non rappresenta più un confine della città, ma uno dei suoi elementi centrali.