Sono ufficialmente partiti i lavori per la realizzazione del nuovo Parco del Mare di Ostia, l’imponente progetto che porterà alla riqualificazione e alla rigenerazione ambientale di oltre 7,4 chilometri di lungomare sul Litorale romano, grazie a un investimento complessivo iniziale di circa 24 milioni di euro.
Al via i lavori del Parco del Mare di Ostia finanziati da Regione e Comune con la regia di Anas: investimento da 24 milioni per rivoluzionare 7,4 chilometri di lungomare
I lavori di rigenerazione del litorale di Ostia sono promossi e finanziati in sinergia da Regione Lazio e Roma Capitale, nell’ambito del programma Por Fesr Lazio 2021-2027. L’intero intervento è coordinato da Anas (società del gruppo FS Italiane), che opererà in qualità di soggetto attuatore delle opere infrastrutturali.
L’obiettivo strategico è la totale trasformazione ambientale della litoranea, che passerà dall’attuale assetto prettamente carrabile a un parco lineare ecosostenibile. Questo piano costituisce l’operazione cardine della più ampia strategia territoriale denominata “Ostia Mare di Roma”, orientata alla promozione di uno sviluppo sostenibile e inclusivo per residenti e turisti.
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Sotto il profilo della tempistica, la conclusione e l’ultimazione complessiva di questo primo stralcio funzionale dell’opera sono tassativamente previste per la fine del 2028.
I cinque pilastri del progetto tra ambiente e mobilità
Il piano di riqualificazione infrastrutturale e paesaggistica si sviluppa nel dettaglio attraverso cinque direttrici principali, pensate per cambiare radicalmente l’impatto ecologico del litorale.
La prima macro-area riguarda il cosiddetto “Parco delle Dune”, che prevede interventi mirati di rinaturalizzazione e ricostituzione della duna marina nel tratto compreso tra Piazzale Magellano e Piazza Cristoforo Colombo, un’azione considerata fondamentale per il contrasto dell’erosione costiera.
Il secondo pilastro punta sulla depavimentazione e sulla resilienza climatica: l’obiettivo è la riduzione del 55% delle attuali superfici asfaltate mediante la rimozione di oltre 150mila metri quadrati di cemento, una misura cruciale che sarebbe finalizzata alla mitigazione del calore urbano.
Il terzo asse d’intervento è la forestazione urbana, che vedrà la piantumazione di 2mila nuove alberature e di ben 40mila arbusti tipici della macchia mediterranea, incrementando del 150% l’attuale dotazione di aree verdi della zona.
Il quarto e quinto punto invece, riguarda la mobilità attiva, in un caso prevedendo la realizzazione di una rete continua e protetta di percorsi ciclabili e pedonali per un’estensione complessiva di 9,5 chilometri. Infine, nel secondo, creando spazi pubblici e aree di aggregazione, con l’allestimento di 15 piazze attrezzate dedicate allo sport all’aperto, alle attività culturali e alla gestione del tempo libero.
Viabilità e nodi di scambio
Sotto il profilo strettamente infrastrutturale, le opere che verranno eseguite sul campo da Anas includeranno l’adeguamento e la razionalizzazione della viabilità di urbanizzazione primaria, ottimizzando le connessioni dirette con i nodi di scambio del trasporto pubblico locale per incentivare l’uso dei mezzi collettivi.
Tra le opere stradali di maggiore rilievo spicca la futura realizzazione di un nuovo ponte sul Canale dei Pescatori, fondamentale per fluidificare il transito ciclopedonale e veicolare.
Viabilità e vita quotidiana: cosa aspettarsi nei mesi di cantiere
Trattandosi di un intervento di rigenerazione così radicale, la transizione verso il nuovo assetto lineare comporterà inevitabilmente una fase di convivenza complessa per la cittadinanza.
Sebbene i dettagli operativi dei singoli lotti verranno definiti passo dopo passo, a livello ipotetico è realistico attendersi alcune precise criticità sul fronte della viabilità e dei servizi: la rimozione programmata di oltre la metà dell’asfalto attuale suggerisce che una delle prime trasformazioni visibili riguarderà i posti auto sul lungomare.
Altrettanto ipotizzabile che i conducenti debbano modificare le proprie abitudini, orientandosi verso parcheggi di scambio interni o aree di sosta alternative che verranno progressivamente collegate alla litoranea.
Con un cantiere esteso su oltre 7 chilometri poi, la gestione dei flussi veicolari durante i picchi della stagione balneare richiederà presumibilmente sensi unici alternati, deviazioni nell’entroterra o chiusure parziali a scacchiera per non paralizzare l’accesso agli stabilimenti. Infine, la futura costruzione del nuovo ponte e il riassetto dei nodi di scambio comporteranno lo spostamento temporaneo delle fermate delle linee bus e la rimodulazione dei percorsi dei mezzi pubblici, richiedendo ai pendolari tempi di percorrenza inizialmente più lunghi.
Nonostante ciò, a rimodulazione del progetto, punterebbe proprio a ridurre al minimo l’impatto di queste ipotesi di disagio, pianificando i lavori in modo da salvaguardare sia l’economia turistica sia la vivibilità del quartiere fino al 2028.




















