Perquisizioni a Roma e Milano nell’ambito di un’indagine sull’istigazione a delinquere con aggravante del terrorismo, attraverso i social network. Nella mattinata di ieri, mercoledì 15 luglio, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Roma, con il supporto dei militari di Milano, hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, domiciliare e informatica nei confronti di due persone indagate dalla Procura della Repubblica di Roma.
L’inchiesta è coordinata dal Dipartimento Terrorismo e Reati contro la Personalità dello Stato.
Perquisizioni nelle abitazioni dei due indagati. Uno è stato arrestato
Le persone coinvolte sono un 42enne romano, P.R., e un 56enne milanese, D.T.. Entrambi risultano indagati per il reato di istigazione a delinquere con aggravante legata al terrorismo, contestato per presunte condotte commesse attraverso strumenti informatici e telematici.
Le attività investigative sono partite dal monitoraggio del web e sono state sviluppate attraverso accertamenti tecnici che hanno consentito agli investigatori di individuare diversi profili social, in particolare account Instagram, ritenuti riconducibili agli indagati.
Le accuse: propaganda e contenuti violenti online
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, uno degli indagati avrebbe diffuso attraverso Instagram contenuti audio e video di propaganda con riferimenti celebrativi nei confronti di organizzazioni riconosciute dalla normativa come terroristiche, tra cui Hamas, con richiami agli eventi del 7 ottobre 2023 in Israele.
Per il secondo indagato, invece, gli investigatori contestano la diffusione di materiale ritenuto propagandistico nei confronti di organizzazioni come Hamas e Hezbollah, oltre a contenuti relativi a formazioni dell’area anarco-insurrezionalista.
Secondo l’ipotesi accusatoria, tali pubblicazioni avrebbero esaltato azioni violente e promosso l’utilizzo della violenza come metodo di lotta e protesta contro le istituzioni.
Sequestrati dispositivi elettronici e documenti
Durante le perquisizioni i Carabinieri hanno sequestrato dispositivi elettronici e documenti ritenuti di interesse investigativo. Il materiale sarà ora analizzato per verificare eventuali ulteriori elementi utili alle indagini.
L’attività investigativa proseguirà per approfondire il contenuto dei supporti informatici e ricostruire l’eventuale portata della diffusione dei materiali contestati.
Nel corso dell’intervento, nella disponibilità del 56enne milanese sarebbero stati trovati anche alcune centinaia di grammi di sostanza stupefacente e materiale per il confezionamento.
Per questo motivo l’uomo è stato arrestato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.


















