Avrebbero introdotto droga all’interno del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso sfruttando anche i colloqui con i detenuti. È quanto emerso da un’indagine che ha portato all’arresto di tre persone, tra cui un avvocato del Foro di Roma.
L’operazione è stata condotta dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.
Tre arresti per droga, indagini in corso
A seguito dell’ordinanza emessa dal Gip di Roma, sono state eseguite tre misure cautelari: per due uomini è stata disposta la custodia cautelare in carcere mentre per una donna, avvocato appartenente al Foro di Roma, sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Secondo l’ipotesi investigativa, i tre avrebbero agito in concorso tra loro per trasportare, detenere e introdurre quantitativi significativi di droga all’interno della struttura penitenziaria romana.
Dalle indagini sarebbe emerso che l’avvocato, durante gli incontri con i propri assistiti detenuti, avrebbe fatto arrivare clandestinamente la droga all’interno del carcere.
Secondo gli investigatori, il detenuto destinatario della sostanza avrebbe avuto il ruolo di mandante e organizzatore dell’attività illecita mentre la professionista avrebbe sfruttato la possibilità di accesso alla struttura legata al proprio incarico.
Indagini coordinate dalla DDA di Roma
L’attività investigativa del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria ha permesso di ricostruire un modus operandi seriale, basato sulla “collaborazione” tra soggetti esterni e detenuti.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’avvocato avrebbe agito dietro compenso economico, mettendo la propria posizione professionale al servizio delle richieste illecite dei propri assistiti.
Essendo nella fase delle indagini preliminari per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

















