Giovane sequestrato e percosso in un B&B della Capitale. È uno dei primi casi in Italia di applicazione della legge sulla tortura quello emerso a Roma, dove tre giovani sono stati raggiunti da misure cautelari con l’accusa, a vario titolo e in concorso tra loro, di sequestro di persona, tortura e rapina aggravata.
L’operazione è stata eseguita dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere, su delega della Procura della Repubblica di Roma.
Tre misure cautelari per le violenze a Trastevere su ragazzo sequestrato e percosso

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di tre persone che avrebbero sequestrato il 22enne.
Si tratta di un ragazzo di 24 anni e una ragazza di 28 anni, entrambi sottoposti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, e un ragazzo di 23 anni destinatario dell’obbligo di presentazione in caserma.
Le indagini sono state coordinate dai magistrati del Dipartimento Criminalità diffusa e grave della Procura di Roma e sono nate dalla denuncia presentata dalla vittima.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre avrebbero organizzato un piano sfruttando un rapporto di precedente conoscenza con la vittima.
La giovane donna avrebbe attirato il ragazzo all’interno di una stanza di un B&B nel quartiere Trastevere, convincendolo a registrare un messaggio vocale. Subito dopo, gli altri due indagati sarebbero entrati nella stanza, bloccando la porta con un chiavistello e impedendo ogni possibilità di fuga.
La vittima sarebbe rimasta privata della libertà per circa due ore e sottoposta a violenze fisiche e umiliazioni.
Aggressioni, umiliazioni e rapina: le accuse
Secondo gli elementi raccolti dai Carabinieri, il giovane sarebbe stato colpito ripetutamente con calci, pugni e una catena metallica. Le violenze sarebbero state accompagnate da frasi offensive e comportamenti degradanti.
Tra gli episodi contestati anche il versamento di una bottiglia di birra addosso alla vittima, che sarebbe stata costretta a ripulire il pavimento.
Al termine dell’aggressione, gli indagati avrebbero controllato con la forza il telefono del ragazzo e sottratto il denaro che aveva con sé.
A causa del pestaggio, la vittima ha riportato la frattura dell’orbita sinistra e lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
Indagini dei Carabinieri: videosorveglianza e telefoni
Per ricostruire la vicenda gli investigatori hanno analizzato i sistemi di videosorveglianza, i tabulati telefonici e il tracciamento delle celle.
Le accuse si trovano ora nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.


















