Ucciso a colpi di pallini sparati da uno sconosciuto. Pongo, il gatto che da anni viveva tra gli affetti e le cure dei residenti di via Cecina, nel quartiere Trullo, è stato trovato agonizzante lungo la strada. Qualcuno l’ha colpito con diversi pallini, senza lasciare traccia. Si tratta dell’ennesimo caso di un gatto ucciso a Roma, un episodio che riaccende i riflettori sulle violenze contro i randagi protetti.
Il felino accudito dai residenti è stato trovato agonizzante. Inutili i tentativi dei veterinari. Indagano le Guardie Zoofile dell’Oipa che lanciano un appello a chiunque abbia visto qualcosa sul caso del gatto ucciso a Roma
Portato d’urgenza in clinica dai residenti che lo avevano trovato, Pongo è arrivato con poche speranze di sopravvivenza. I medici della clinica veterinaria hanno tentato un’operazione disperata. Durante l’intervento chirurgico hanno estratto i pallini dal corpo dell’animale. Le lesioni interne erano però devastanti. Pongo è morto poco dopo. Non c’è stato nulla da fare.
Le indagini delle Guardie Zoofile
I volontari dell’Oipa si sono mossi immediatamente sul posto. L’associazione ha coperto interamente i costi delle cure mediche e ha attivato i propri canali legali. La pratica è passata direttamente nelle mani delle Guardie Zoofile, che sono impegnate a fare luce sul caso.
La posizione del nucleo delle Guardie Zoofile OIPA Lazio è netta: “Dietro ogni gesto come questo c’è una crudeltà che non può essere ignorata. Colpire un animale indifeso non è una bravata, non è un gioco: è un atto di violenza che deve essere perseguito con la massima severità“. L’uccisione di un animale è un crimine a tutti gli effetti e prevede le sanzioni stabilite dal codice penale.
L’appello ai residenti
Ora serve la collaborazione del quartiere. L’organizzazione chiede a chiunque abiti nei pressi del luogo del ferimento di farsi avanti. Qualsiasi informazione può essere utile. Anche un movimento sospetto notato nelle ore precedenti il ritrovamento può fare la differenza. L’invito a rompere l’omertà arriva direttamente dall’OIPA Lazio: “Se qualcuno ha visto o sa qualcosa, soprattutto se si trovava nella zona, è invitato a riferirlo al nucleo. Anche un dettaglio apparentemente insignificante può essere fondamentale per identificare il responsabile. Il silenzio protegge solo chi compie queste atrocità. Per Pongo non si può più fare nulla. Ma si può ancora fare giustizia. Per lui e per tutti gli animali che ogni giorno sono vittime della violenza umana“.
L’obiettivo è dare un nome al responsabile della morte del gatto Pongo.


















