Il caso delle officine Metromare nel centro di Ostia diventa un’interrogazione regionale

Il caso delle officine Metromare nel centro di Ostia in una serie di chiarimenti chiesti al presidente Rocca da un consigliere di Verdi e Sinistra

Quelle infrastrutture dedicate a officine alte fino a dieci piani e lunghe duecento metri all’ingresso di Ostia, dal forte impatto urbanistico sulla cittadina tirrenica, sono compatibili con una delle sue porte d’ingresso? Il caso delle officine Metromare, nel centro del Lido, prende ora corpo in un’interrogazione regionale presentata oggi al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Il caso delle officine Metromare nel centro di Ostia in una serie di chiarimenti chiesti al presidente Rocca da un consigliere di Verdi e Sinistra

A firmare l’atto di sindacato ispettivo, con richiesta di risposta scritta da parte del governatore è il consigliere, nonché capogruppo Verdi e Sinistra e coordinatore di Sinistra Civica Ecologista nel consiglio di via della Pisana, Claudio Marotta.

Il caso delle officine Metromare era esploso all’indomani delle anticipazioni contenute in un articolo pubblicato su  queste pagine e ripreso in seguito al via libera dell’intervento disposto dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dal punto di vista urbanistico.

Depositi e officine al servizio dei treni

La nuova infrastruttura di servizio sarà realizzata in base al progetto predisposto da Astral Spa, la società regionale che gestisce anche le opere destinate ad assicurare il corretto funzionamento della ferrovia Roma Lido.

Il caso delle officine Metromare nel centro di Ostia diventa un'interrogazione regionale 1
L’area interessata da progetto di Astral Spa per la realizzazione delle mega officine di servizio per la Metromare

Il problema è che questa sorta di grandi hangar in cui saranno ricavate le mega officine di ricovero e manutenzione dei treni andranno, inevitabilmente, a impattare sullo skyline di una zona nevralgica del Lido e, in particolare sulla porta di accesso dell’asse via Ostiense-via del Mare nell’area un tempo riservata all’ex scalo merci.

Gli investimenti

Come riferito in precedenti articoli l’investimento iniziale, pari a 40 milioni di euro, era stato successivamente incrementato con indubbi effetti sull’impiego di una zona urbana che avrebbe, tuttavia, potuto svolgere un ruolo più produttivo in un contesto, tra l’altro, di generale incertezza sulla messa in linea dei nuovi convogli.

L’interrogazione consiliare

In questa cornice si inserisce l’interrogazione del consigliere di opposizione Claudio Marotta che esprime perplessità sul modo con cui è stato valutato l’impatto territoriale e infrastrutturale dell’intero progetto.

Il programma di ammodernamento promosso da Astral Spa -scrive Marotta- prevede la realizzazione di strutture di rilevanti dimensioni destinate al ricovero, alla manutenzione, alla riparazione e alla gestione del materiale rotabile, oltre alle opere ferroviarie necessarie al collegamento con l’infrastruttura esistente”.

Dagli atti pubblici disponibili -si legge nell’interrogazione- emerge che il nuovo impianto sarà destinato in via esclusiva al servizio della ferrovia regionale Roma-Lido di Ostia e rappresenta uno degli investimenti strategici previsti per il miglioramento dell’efficienza e dell’affidabilità della linea”.

Le criticità

Se, da un lato, il potenziamento della Metromare costituisce un “obiettivo prioritario e largamente condiviso dai cittadini del quadrante sud-occidentale della capitale”, messi da anni di fronte a “criticità e disservizi sulla qualità del trasporto pubblico locale”, dall’altro, la collocazione dei mega hangar, rileva l’esponente di Verdi e Sinistra “ha suscitato l’attenzione delle associazioni territoriali, dei comitati civici e degli abitanti di Ostia”.

I timori di Marotta si addensano sugli effetti paesaggistici dell’opera e del suo impatto anche dal punto di vista della viabilità della cittadina tirrenica.

Il quadrante di Ostia e del litorale romano -prosegue Marotta- è interessato da numerosi interventi infrastrutturali e di rigenerazione urbana che richiedono una visione integrata e coordinata dello sviluppo territoriale; appare opportuno assicurare il massimo livello di informazione e trasparenza nei confronti delle comunità locali rispetto a opere pubbliche di particolare rilevanza”.

Al presidente Rocca il consigliere dei Verdi chiede, pertanto, ragguagli su “come la Regione intenda assicurare che il completamento dell’opera e la sua futura operatività risultino coerenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, qualità urbana e valorizzazione del litorale romano”.

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