Clonavano la voce dei parenti con l’intelligenza artificiale: scoperto l’esercito di sciacalli autori di 39 truffe

Indagine svela il metodo delle truffe che in sei mesi ha permesso  di accumulare un bottino da un milione di euro: vittime terrorizzate con la farsa degli incidenti stradali

Immagine non collegata alle truffe

Una colossale operazione di contrasto al crimine informatico coordinata dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro ha inferto un colpo durissimo alle truffe digitali nella Capitale. L’indagine si è conclusa con la denuncia a piede libero di ben 44 persone, un vero e proprio esercito di sciacalli che avevano accumulato un bottino record dal valore di un milione di euro.

Indagine svela il metodo delle truffe che in sei mesi ha permesso  di accumulare un bottino da un milione di euro: vittime terrorizzate con la farsa degli incidenti stradali

Il massiccio intervento dei militari dell’Arma è scaturito direttamente dalle tempestive denunce presentate dalle numerose vittime delle truffe. I cittadini, accortisi dei pesanti ammanchi sui propri conti correnti o sulle carte di pagamento, si sono rivolti alle stazioni dei Carabinieri sparse sul territorio romano, dando il via a una complessa attività investigativa.

Gli inquirenti si sono trovati di fronte a una vera e propria piaga sociale che nell’ultimo periodo ha preso di mira in modo sistematico i soggetti più esposti e potenzialmente vulnerabili della città, spogliandoli dei risparmi di una vita attraverso l’uso distorto e criminale delle più moderne tecnologie.

La indagini dei Carabinieri

Per risalire ai componenti della fitta rete criminale, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno adottato un metodo investigativo scientifico e multidisciplinare. I militari hanno proceduto a incrociare minuziosamente gli accertamenti bancari effettuati sulle carte di credito, sulle prepagate e sui conti correnti d’appoggio utilizzati per far transitare il denaro.

A questo lavoro di analisi economico-finanziaria sono state affiancate una serie di verifiche tecniche approfondite sui tabulati telefonici delle utenze sospette, lo studio dei profili social media dei presunti truffatori, l’interrogazione delle banche dati delle forze dell’ordine e la visione dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza sparse nei punti strategici della città, dove avvenivano i prelievi.

La ricostruzione del modus operandi

L’analisi dettagliata degli elementi raccolti ha permesso di ricostruire il sofisticato modus operandi strutturato dagli indagati. Il piano criminale scattava attraverso un falso contatto telefonico o tramite sms. La banda sfruttava la raffinata tecnica informatica dello spoofing, che permette ai criminali di falsificare il mittente delle chiamate o dei messaggi.

In questo modo sul display del telefono della vittima appariva il numero reale del proprio istituto bancario o, in alternativa, degli uffici delle forze dell’ordine come Carabinieri o Polizia. Una volta agganciato il bersaglio, i truffatori segnalavano una situazione di grave emergenza che richiedeva una reazione immediata.

Per rendere il tranello impeccabile, il gruppo utilizzava software di intelligenza artificiale per clonare perfettamente la voce dei parenti delle vittime, paventando finti pericoli imminenti per i risparmi bancari o finti incidenti stradali occorsi a figli o nipoti. Terrorizzate dal panico, le vittime venivano indotte a eseguire bonifici urgenti o ricariche immediate su carte intestate ai complici della banda.

I numeri e il maxi sequestro della refurtiva

I Carabinieri sono riusciti a individuare i presunti responsabili di ben 39 episodi delittuosi, suddivisi tra truffe interamente consumate e colpi soltanto tentati, tutti commessi nell’arco degli ultimi sei mesi, nello specifico nel periodo compreso tra il mese di novembre del 2025 e lo scorso maggio.

L’impatto dell’operazione è stato devastante per l’organizzazione: le perquisizioni hanno consentito ai militari dell’Arma di recuperare e sottoporre a sequestro giudiziario una parte consistente della refurtiva sottratta ai cittadini.

Il tesoro recuperato, composto principalmente da oro, gioielli di valore e ingenti somme di denaro contante, ha raggiunto un valore stimato complessivo di oltre 900.000 euro, quasi un milione di euro sottratto alle tasche degli sciacalli informatici.