Pua di Ostia, Trombetti (Pd): “Ricostruiamo lo stabilimento Roma e diamo una spiaggia al Cral comunale”

Spunta l'emendamento per far risorgere lo stabilimento Roma distrutto nella Seconda Guerra Mondiale, ed esplode la durissima polemica per il Kursaal abbandonato all'incuria

Nella foto lo Stabilimento Roma - foto di pubblico dominio

Mentre Ostia “affonda”, tra strutture storiche abbandonate all’occupazione dei senzatetto e vandalismo diffuso, il Campidoglio risponde approvando un piano che promette di ricostruire un fantasma del passato distrutto dai nazisti: lo stabilimento Roma. Un paradosso burocratico e politico, che ha acceso la polemica e i riflettori sulle reali priorità del mare di Roma.

Spunta l’emendamento per far risorgere lo stabilimento Roma distrutto nella Seconda Guerra Mondiale, ed esplode la dura polemica per il Kursaal abbandonato all’incuria

La vicenda nasce all’interno delle aule consiliari di Roma Capitale, dove la discussione sulla gestione e sul futuro del litorale romano è rimasta bloccata per anni in attesa di una regolamentazione definitiva.

La svolta formale è arrivata con il parere favorevole espresso congiuntamente dalle commissioni capitoline Patrimonio e Urbanistica. La seduta, presieduta rispettivamente dai consiglieri Yuri Trombetti del Partito Democratico e Tommaso Amodeo della Lista Civica Gualtieri, si è protratta per quasi tre ore di intenso dibattito tecnico.

L’oggetto del contendere è la proposta di determina sul Piano di Utilizzazione degli Arenili di Roma Capitale, meglio noto con l’acronimo di Pua. Lo strumento urbanistico e demaniale, rappresenta lo spartiacque gestionale per i prossimi quindici o venti anni, con l’obiettivo dichiarato di ridisegnare l’intero assetto costiero di Ostia.

Nelle intenzioni della maggioranza, il provvedimento punta a imporre una maggiore accessibilità pubblica alle spiagge, la tutela ambientale, il miglioramento della qualità urbana e il definitivo superamento del celebre lungomuro, garantendo una spiaggia libera ogni trecento metri e regole severe sulla permeabilità.

Il miraggio del Cral e il caso dello stabilimento Mami

L’iter del Piano degli Arenili prevede ora il passaggio cruciale in Aula Giulio Cesare, fissato per il prossimo quattro giugno, data in cui l’Assemblea Capitolina sarà chiamata a esprimersi per l’adozione definitiva del testo. In questa sede, il consigliere Yuri Trombetti ha già preannunciato la presentazione di due emendamenti specifici destinati a far discutere.

Il primo emendamento possiede un carattere fortemente politico e identitario, poiché chiede l’autorizzazione a ricostruire lo stabilimento Roma, distrutto dall’esercito tedesco durante le fasi finali della Seconda guerra mondiale.

Il secondo emendamento punta invece al sociale, richiedendo il ripristino di una concessione demaniale speciale con finalità ricreative e sportive da assegnare al Cral di Roma Capitale non distante dal Borghetto dei Pescatori. Tuttavia, questa mossa ha sollevato un’immediata ondata di sconcerto sui social:

Trombetti ed i firmatari sembrano ignorare che il Cral comunale possiede già una propria struttura balneare, ovvero lo stabilimento Mami, che a oggi risulta ancora incredibilmente chiuso e sottratto alla fruizione dei lavoratori” – nella nota affidata al web.

La polemica sullo spettro del Kursaal e la propaganda

L’accelerazione impressa dal Partito Democratico sul Pua ha immediatamente sollevato un polverone di polemiche da parte di cittadini e osservatori politici, che accusano il Comune di Roma di muoversi guidato da pure finalità elettorali e propagandistiche.

La critica principale si concentra sull’assurdità di investire risorse e tempo nella progettazione della rinascita di uno stabilimento scomparso da oltre ottant’anni o nell’assegnazione di nuove concessioni doppie, mentre le strutture esistenti cadono a pezzi.

Il caso emblematico è rappresentato dal Kursaal, un tempo fiore all’occhiello dell’architettura di Ostia, oggi ridotto a uno scheletro urbano completamente abbandonato, vandalizzato e stabilmente occupato da persone senza fissa dimora.

Le immagini drammatiche del video shock sulle condizioni dello stabilimento, diventate virali in questi giorni, hanno scatenato immediate reazioni di sdegno e dolore di fronte alla distruzione di un’icona monumentale.

Progettato nel 1950 dall’architetto Attilio Lapadula e dall’ingegner Pier Luigi Nervi, lo stabilimento ha rappresentato per decenni l’eccellenza dello stile balneare romano, con il celebre trampolino a forma di “K” e la straordinaria rotonda a fungo, set cinematografico per registi come Fellini e l’indimenticabile Anna Magnani.

Oggi quel capolavoro d’avanguardia è morto, devastato dai vandali e ridotto a bivacco abusivo (VIDEO) nell’indifferenza del Campidoglio. Una fine intollerabile che ha spinto l’architetto Giuliano Fausti a invocare formalmente l’intervento immediato dell’Esercito a difesa del prezioso bene pubblico.

Prevedibili forse le prime reazioni dei cittadini locali, che non hanno perso neanche un minuto ad evidenziare il paradosso sulla tutela della memoria e dei servizi sociali. Una intenzione sbandierata dalla maggioranza che si sta scontrando con la dura realtà del degrado quotidiano.

“Siamo a questo:  l’incapacità di gestire e riaprire il patrimonio balneare esistente, mascherata da promesse monumentali di difficile realizzazione” – conclude amareggiato un utente.

Che senso ha, se non propagandistico, chiede di riservare una concessione demaniale Marittima per il Cral del Comune di Roma? Perché,  allora, non riservato ai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, dell’Atac, dell’Acea, delle Dogane, dei diversi organi di polizia ecc? Alla luce di queste domande, impensabile che il Garante della Libera concorrenza possa mai autorizzare una tale discriminazione o, meglio ancora, un tale favoritismo.

A Ostia emendamento bocciato

Nelle stesse ore nelle quali Yuri Trombetti annunciata di chiedere al Consiglio comunale di prevedere la ricostruzione del Roma, a Ostia la sua stessa maggioranza di sinistra bocciava il medesimo emendamento proposto da Andrea Bozzi di Azione. Gli amministratori di Ostia non si parlano con quelli dello stesso partito che governa il Campidoglio?