Un nuovo tassello giudiziario si aggiunge al caso che ha travolto l’ormai ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. La Procura di Roma ha chiesto formalmente alla Giunta per le autorizzazioni della Camera il via libera per acquisire tutte le conversazioni intercorse tra il parlamentare di Fratelli d’Italia e Mauro Caroccia.
I pm capitolini vogliono acquisire i messaggi sul telefono sequestrato a Mauro Caroccia. L’ex sottosegretario Delmastro davanti all’Antimafia: “Una leggerezza, mi sento vittima anch’io”
Caroccia sta scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia di beni, un filone legato alle indagini sul riciclaggio del clan camorristico dei Senese. I magistrati capitolini, che nelle scorse settimane avevano già sequestrato il telefono di Caroccia, puntano ora a esaminare i messaggi con il deputato. Delmastro, va specificato, non è indagato nella vicenda.
L’attenzione degli inquirenti è rivolta anche alla recente audizione dell’ex sottosegretario davanti alla Commissione Antimafia, i cui verbali potrebbero essere presto inseriti negli atti dell’inchiesta.
“Ci sono finito per caso, sono una vittima”
Davanti alla Commissione Antimafia, in un’audizione fiume in parte secretata, Delmastro ha tentato di ricostruire la genesi dei suoi rapporti con i Caroccia, culminati nella quota societaria de “Le cinque forchette”, la srl proprietaria del ristorante romano “La bisteccheria d’Italia”. Una società divisa proprio con la figlia diciottenne di Mauro Caroccia.
“Nessuno mi ha consigliato il locale. Volevo mangiare in un posto vicino, l’abbiamo visto di transito e ci siamo fermati perché aveva una struttura simpatica. Se avessi saputo, non ci avrei mai fatto una società. La mia precipitosa fuga lo testimonia inequivocabilmente”.
L’ex esponente del governo ha definito l’intera vicenda un «puro caso» e “un’imperdonabile leggerezza politica“, sottolineando come nessuno degli apparati di sicurezza lo avesse mai avvertito dei profili criminali dei suoi soci: “Non so come sia possibile: nessuno ne ha avuto contezza. Sotto questo profilo mi sento, tra virgolette, vittima anch’io. I notai non mi hanno dato alcun alert sull’antiriciclaggio. Se avessi voluto fare affari con un criminale, avrei schermato la mia presenza con un prestanome. Sono uscito dalla società a febbraio, pochi giorni dopo la condanna definitiva di Caroccia“.
Le cene con i vertici del Dap e i colleghi di partito
A rassicurare l’ex sottosegretario sulla “bontà” del locale sarebbe stata anche la frequentazione quotidiana del ristorante. Delmastro ha raccontato che all’interno della bisteccheria veniva spesso avvicinato da esponenti delle forze dell’ordine per dei saluti e delle foto, un dettaglio che ha contribuito ad “abbattere gli alert e l’attenzione”.
Nel locale di Via Arenula, l’ex sottosegretario Andrea Delmastro ha ammesso di aver invitato diversi colleghi di partito, tra cui Giovanni Donzelli e Michele Schiano, oltre ad aver preso parte a una cena con i vertici del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e la capa di gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi (anche lei poi costretta alle dimissioni per gli attacchi alla magistratura durante la campagna referendaria).
Lo scontro politico e l’ironia: “Ora sono vegetariano”
Se per Fratelli d’Italia il caso è politicamente chiuso perché l’ex sottosegretario “ha chiarito ogni dubbio o opacità“, le opposizioni vanno all’attacco. Il Partito Democratico ha bollato le risposte di Delmastro come “evasive e inadeguate“, richiamando anche i presunti contatti tra esponenti di FdI e il clan Senese emersi nell’inchiesta milanese “Hydra”.
Delmastro, dimessosi dall’incarico governativo lo scorso 24 marzo, ha provato a smorzare i toni con una battuta, denunciando un clima da “Inquisizione spagnola“: “Ho pagato la mia ingenuità con le dimissioni. Ormai sono diventato vegetariano e mi sono convertito“.
La palla passa ora alla Giunta della Camera, che dovrà valutare la richiesta dei magistrati della procura di Roma sulle chat rimaste nel telefono di Caroccia mentre l’inchiesta si è allargata fino a coinvolgere la figlia del prestanome.

















