Prima le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e, subito dopo quelle della capo di gabinetto del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi. Primi scossoni nel Governo dopo il No degli italiani al referendum sulla giustizia.
Il sottosegretario Andrea Delmastro si dimette dopo la sconfitta al referendum e le rivelazioni su legami con il clan Senese, mettendo in crisi il governo Meloni
Il sottosegretario era finito sotto i riflettori per la sua partecipazione a una società che gestisce un ristorante intestato alla figlia di Mauro Caroccia, condannato a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni ritenuti riconducibili al clan Senese. Uno scandalo che avrebbe compromesso ulteriormente la risposta referendaria.
A seguito di un incontro tra Delmastro e il Ministro Nordio negli uffici di via Arenula, è arrivata la decisione di dimettersi anche da parte di Giusi Bartolozzi, un altro tassello che cede nel delicato equilibrio politico del governo. Bartolozzi in piena campagna per il referendum aveva associato la magistratura a un “plotone di esecuzione”.
Le dimissioni
Delmastro e il capo di gabinetto del ministero della Giustizia si sono dimessi dopo un colloquio con il Guardasigilli Carlo Nordio negli uffici di via Arenula, nel tardo pomeriggio di oggi, 24 marzo.
Del Mastro: “Non ho fatto niente di scorretto, solo una leggerezza”
Dopo l’incontro a tre, Delmastro ha ufficializzato il passo indietro “irrevocabile” con una nota dove riconosce di aver sbagliato: “Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza, me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il presidente del Consiglio“.
Escluso per ora il voto di fiducia
Nessun incontro sarebbe comunque in programma con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Né Meloni sarebbe intenzionata a chiedere al Parlamento un voto di fiducia sul governo dopo la sconfitta alla consultazione popolare, una strada ritenuta non necessaria perché non ci si trova davanti a una crisi politica.
Le dimissioni di Delmastro arrivano alla vigilia del question time di Nordio domani alla Camera, dove era atteso per risondere proprio sulla vicenda del sottosegretario e della capo di gabinetto.
“Con il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani, Meloni non ha potuto fare altro che arrendersi“, scrive Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, sui social.
“Le dimissioni di Delmastro erano necessarie e il M5S aveva già presentato una mozione di revoca. Il danno al prestigio delle istituzioni è stato enorme“, aggiunge, riferendosi al voto negativo sulla riforma della giustizia.
Conte: “E la Santanché?”
Secondo il leader del M5S, il caso Delmastro non si ferma qui. “Si sciolgono come neve al sole le accuse di complotti lanciate dalla Premier: alcuni giornali hanno semplicemente fatto il loro lavoro, riportando notizie e immagini che rivelano gli affari di Delmastro e di altri dirigenti di Fratelli d’Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese“, conclude Conte, lasciando aperto un interrogativo: “L’impatto di questo voto travolgente riuscirà a far dimettere anche la ministra Santanchè?”.
















