Il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini cambia pelle e si prepara ad affrontare le sfide di una sanità sempre più complessa. Dopo quasi un anno di lavori, è stata inaugurata questa mattina la nuova area dedicata all’accoglienza, al triage e all’emergenza-urgenza, un intervento che restituisce oltre seicento metri quadri di spazi completamente ripensati.
Inaugurata dal Governatore Rocca la nuova area da 650 metri quadri del pronto soccorso del San Camillo: un investimento da 1,2 milioni di euro per migliorare sicurezza, privacy e tempi d’attesa
Al taglio del nastro, presieduto dal governatore del Lazio Francesco Rocca, è emersa la volontà di superare quella stratificazione di percorsi che dal 2005 a oggi aveva reso difficile la gestione dei flussi in uno dei nodi cruciali del sistema regionale.
Un investimento per l’umanizzazione delle cure

L’investimento di 1,2 milioni di euro, finanziato con fondi regionali, non si limita a un rinnovamento estetico ma introduce un nuovo modello di assistenza che mette al centro la dignità del malato.
Fin dall’ingresso, il paziente si trova in un ambiente dove la tecnologia dialoga con il comfort: per i casi meno gravi sono state allestite sale d’attesa con postazioni di ricarica per i dispositivi elettronici, mentre per i codici più critici sono stati creati percorsi rapidi e aree dedicate alle barelle che garantiscono una presa in carico immediata.
Particolare attenzione è stata riservata alla gestione delle infezioni e della riservatezza attraverso l’installazione di tende motorizzate autosanificanti che permettono di isolare i pazienti in pochi secondi, trasformando le postazioni in box operativi per manovre d’urgenza.
La rivoluzione digitale del braccialetto elettronico

La vera novità per i cittadini è l’introduzione dell’hospital bracelet, uno strumento già standard nei grandi centri europei che debutta ora nel cuore della Capitale.
Ogni paziente riceverà al triage un braccialetto identificativo dotato di codice a barre, capace di comunicare direttamente con i tablet in dotazione al personale medico attraverso le piattaforme informatiche dell’ospedale.
Questo sistema garantisce una tracciabilità totale, dalla prima visita alla dimissione, riducendo drasticamente il rischio di errori e migliorando la sicurezza clinica lungo l’intera filiera di cura, assicurando che ogni esame o farmaco sia correttamente associato all’identità del degente.
I numeri di un presidio di frontiera
I dati confermano la necessità di questa evoluzione strutturale: con oltre sessantamila accessi totali registrati nel 2025 e una media di quasi trecento pazienti arrivati in eliambulanza, il San Camillo – come riferiscono dall’azienda ospedaliera – si conferma un hub fondamentale per tutto il quadrante sud-ovest della regione.
L’apertura dei nuovi spazi rappresenta però solo il primo passo di una strategia più vasta che punta a combattere il fenomeno del sovraffollamento.
Il piano di riorganizzazione proseguirà infatti con la creazione di una nuova area di “boarding” da venticinque posti letto e il potenziamento del pronto soccorso pediatrico, tasselli necessari per restituire respiro a una struttura che ogni giorno accoglie migliaia di cittadini.




















