Terrore in gioielleria, la titolare reagisce e fa cadere il bottino: i rapinatori armati e vestiti da poliziotti

Una volante della Polizia

È finita con le manette ai polsi la mattinata di due pregiudicati romani che ieri, intorno alle 11, hanno assaltato una storica gioielleria di via Sicilia, nel cuore del quartiere Pinciano, vestiti da poliziotti. Un piano studiato nei minimi dettagli, dalle divise  alla scelta dell’obiettivo, che si è trasformato in un fallimento clamoroso tra imprevisti meccanici e il coraggio inaspettato delle vittime.

Assalto armato in via Sicilia: rapinatori vestiti da poliziotti messi in fuga dalla proprietaria della gioielleria e da un barista. Traditi dallo scooter che non parte, vengono arrestati poco dopo

L’irruzione: “O ci dai tutto o ti ammazziamo”

I banditi si sono presentati alla porta fingendosi clienti, indossando tute mimetiche blu del tutto simili alle divise della Polizia Penitenziaria. Una volta all’interno, hanno gettato la maschera: “Dacci subito i gioielli, anche quelli nella cassaforte, o ti ammazziamo“, hanno urlato puntando la pistola contro la titolare, la signora Caterina, che in quel momento si trovava nel locale con un’amica.

Sotto minaccia, la donna ha consegnato una busta contenente preziosi per un valore di circa 30.000 euro.

La reazione e il “tradimento” dello scooter

È a questo punto che il copione dei rapinatori ha iniziato a deragliare. In un sussulto di coraggio, la proprietaria ha tentato di recuperare la refurtiva, innescando una colluttazione con i malviventi.

Le sue grida hanno attirato l’attenzione di un barista che è corso in strada: “L’ho vista che cercava di riprendersi la busta. Sono corso incontro ai due, gridando di restituire tutto“.

I banditi, pressati dalla reazione della donna e dall’intervento del testimone, hanno puntato l’arma contro il barista per guadagnarsi la fuga, ma hanno dovuto fare i conti con la sfortuna: lo scooter rubato, parcheggiato poco distante in via Piemonte, non si è messo in moto.

Dopo ripetuti e inutili tentativi di accensione, i due sono stati costretti ad abbandonare il mezzo e la busta con i gioielli, scappando a piedi.

La fuga in 500 e la cattura

La “perdita di tempo” è stata fatale. Mentre la titolare della gioielleria veniva soccorsa dal 118 e trasportata al Policlinico Umberto I per un malore dovuto allo shock, le volanti della Polizia hanno cinturato la zona.

I fuggitivi hanno raggiunto  allora una Fiat 500 rossa parcheggiata nelle vicinanze – risultata intestata alla moglie di uno dei due – per tentare la seconda parte della fuga, ma si sono divisi nel tentativo di far perdere le tracce. Strategia inutile. Il primo è stato intercettato in via Po. Era ancora vestito da guardia carceraria, dettaglio che lo ha incastrato definitivamente. Il complice è stato bloccato dopo un lungo inseguimento delle volanti.

Le indagini

Sul posto sono intervenuti i tecnici della Scientifica per i rilievi e gli agenti della Squadra Mobile. Per i due rapinatori, entrambi romani e pregiudicati, le accuse sono pesanti: rapina aggravata, sequestro di persona e possesso di distintivi contraffatti. La refurtiva è stata interamente recuperata, mentre il quartiere applaude il coraggio di chi non ha abbassato la testa.