A Ostia chiude un altro stabilimento balneare che fa parte della storia del turismo e della ristorazione del litorale romano. Da ieri servizi bloccati presso “La Vecchia Pineta”, lido sorto nel 1933 e restaurato da un grande dell’architettura, Paolo Portoghesi. Lo ha disposto il Campidoglio e il vecchio concessionario, appartenente a una famiglia anch’essa storica, ha adempiuto alla disposizione.
Su provvedimento del Campidoglio è stato chiuso uno stabilimento che rappresenta la storia balneare di Ostia, icona di eleganza, meta di attori e del jet set internazionale
E’ un laconico comunicato del concessionario uscente a informare la clientela che “La Vecchia Pineta” è chiuso e lo sarà per non si sa quanto tempo: “Lo stabilimento balneare con il suo storico ristorante viene chiuso su provvedimento di Roma Capitale assunto dopo l’espletamento di una gara pubblica. Ulteriori informazioni verranno fornite all’esito del contenzioso che è stato attivato innanzi al TAR per il Lazio contro i provvedimenti (tra cui, quello di sgombero) di Roma Capitale”.
Lo stabilimento balneare “La Vecchia Pineta” è una delle concessioni messe in gara dall’amministrazione capitolina con i bandi del 2020 lanciati dalla pentastellata Giunta Raggi/Di Pillo e la cui graduatoria era stata confermata dal Consiglio di Stato. Rappresentava il lotto A11 e inizialmente era stato assegnato alla società Roma Levante che, con comunicazione dell’agosto 2025, è stata “esclusa per legami familiari o domicili identici” a favore della Sailing 809 Srl.
La storia della Vecchia Pineta
Lo stabilimento balneare “La Vecchia Pineta” nasce come “La Pineta” nel 1933 su concorso lanciato dalla Regia Capitaneria di Porto. Progettato dall’ing. Giovanni Sicher e dall’architetto Virgilio Vallot, l’impianto venne realizzato e gestito dalla Sefi, la Società Elettroferroviaria Italiana che a Ostia era stata già artefice della nascita e della conduzione di un altro lido storico, lo stabilimento Roma meglio conosciuto come il Panettone.
Una curiosità riguarda la progettazione e la costruzione dello stabilimento “La Vecchia Pineta”, elemento che si inserisce nel contenzioso concettuale tra chi chiede di demolire tutti gli impianti del lungomare: la Commissione Tecnica incaricata all’epoca di esaminare il progetto pretese che le cabine, inizialmente previste in legno, venissero realizzate in muratura.
Principio, questo che è stato osservato in larga parte anche nel restauro condotto agli inizi degli anni Novanta su progetto firmato da un grande dell’architettura moderna, l’architetto Paolo Portoghesi, che ha dovuto rispettare i vincoli imposti dalla Soprintendenza ai Beni culturali.
Vip e set alla Vecchia Pineta
Lo stabilimento balneare, noto per il suo ristorante di classe, è stato per decenni meta dei vip di mezzo mondo. Sotto la gestione della famiglia Muzzarelli vi hanno pasteggiato Federico Fellini e Giulietta Masina, Alberto Sordi, Richard Burton, Liz Taylor, re Faruq d’Egitto, Tyrone Power, Brigitte Bardot, Burt Lancaster, Silvana Pampanini, Silvana Mangano, Roberto Benigni per fare dei nomi.

E’ il volume Ostia set naturale a fare l’elenco dei molti film che hanno scene girate all’interno de la Vecchia Pineta. Il primo, rappresentativo della Roma del Dopoguerra, è “Domenica d’agosto” di Luciano Emmer (1949), poi l’horror “Macchie solari” nel 1975 con Massimo Serato, alcune scene di “Sapore di Mare” (1983, regia di Carlo Vanzina), poi “Tho Rome with love” nel 2011 per la regia di Woody Allen. In Suburra il film (2015, Stefano Sollima) il capo Numero 8 aveva casa in quello che è il ristorante de La Vecchia Pineta che viene mostrato più volte anche nella successiva serie Netflix. In quello stabilimento Sofia Loren ha fatto ritorno al cinema nel 2013 dopo una lunga assenza prestandosi per le riprese del corto “La voce umana” per la regia del figlio Edoardo Ponti.


















