Raffaele Pernasetti è tornato a casa. L’ex esponente della Banda della Magliana, noto alle cronache criminali della Capitale come “Er Palletta”, ha lasciato la cella per fare rientro nel suo appartamento a Testaccio.
Pernasetti detto “Er Palletta” lascia il carcere dopo 22 giorni: cade l’ordinanza per droga e per il tentato omicidio Garofolo. La difesa
La decisione arriva a soli 22 giorni dal blitz del 15 aprile scorso, quando il 75enne era finito in manette insieme ad altre dodici persone nell’ambito di un’inchiesta che puntava a smantellare un presunto sistema di spaccio guidato da Manuel Severa, detto “Il Matto”.
Il ribaltone del Riesame
Il Tribunale del Riesame ha accolto integralmente le istanze presentate dalla difesa, rappresentata dall’avvocata Eleonora Nicla Moiraghi, annullando le ordinanze di custodia cautelare emesse da due diversi gip. Pernasetti, per gli inquirenti presunta figura di vertice della nuova mala romana, vede ora cadere le misure restrittive su entrambi i fronti dell’inchiesta.
A partire da quello per il traffico di droga e per finire quello del tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso ai danni del meccanico della Magliana Walter Garofolo.
I dubbi sul pentito e le esigenze cautelari
A pesare sulla decisione dei giudici sono stati due fattori chiave. In primo luogo, l’assenza di “esigenze cautelari di eccezionale rilevanza”, requisito necessario per mantenere in carcere un uomo della sua età. In secondo luogo, la difesa ha scardinato l’impianto accusatorio relativo al ferimento Garofolo, basato in gran parte sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Marco Casamatta.
L’attendibilità del “pentito” è stata oggetto di una dura contestazione tecnica nel ricorso: i giudici hanno ritenuto fondate le critiche sollevate dalla difesa sulla credibilità delle sue ricostruzioni.
“Presunzione di innocenza”
Soddisfatta l’avvocata Moiraghi, che ha sottolineato come questo provvedimento segni un punto a favore delle garanzie costituzionali: “Questo duplice annullamento dimostra come la presunzione di innocenza debba sempre presiedere la diffusione dell’informazione“.
Per Pernasetti, un nome che riporta Roma ai suoi anni più bui, si chiude così – almeno per il momento – la parentesi carceraria. Resta solo indagato.


















