Aveva dato speranza di realizzare un sogno per tanti amanti del mare: poter dormire in un vecchio bilancione da pesca. Il proprietario aveva pure messo un avviso che annunciava l’avvio delle prenotazioni per settembre prossimo. Ma i comitati che si oppongono alla realizzazione del porto crocieristico lo hanno persuaso a non farlo. E così quel sogno non si realizzerà.
Prima lancia l’idea di affittare il suo bilancione a due passi dal faro. Poi quando i comitati lo pressano, ci ripensa: addio sogni vintage
I lavori sono già molto avanti ma i segni del tempo si sono fatti sentire. Dei dodici che inizialmente popolavano questo tratto di arenile ne sono rimasti una decina ed è su uno di questi che gli attuali proprietari che già vi abitano da tempo, stanno terminando gli ultimi ritocchi per poi metterlo in affitto.
Locazioni di breve durata e per periodi non superiori a qualche giorno, prevalentemente weekend e per non più di due persone alla volta perché, a differenza dell’impressione di poter disporre di ampi spazi sia all’esterno sia all’interno di queste case sospese, quelli effettivamente abitabili non consentono di largheggiare.
Il fascino del mare che non c’è più
I bilancioni furono costruiti come postazioni di pesca e metà degli anni Cinquanta. Inizialmente erano attrezzati con una grande rete che veniva calata da una zona terrazzata esposta sul mare e poi ritirata per catturare svariate tipologie di prede: dalle seppie ad altre specie ittiche a seconda della loro stagionalità.
Con il tempo i pescatori che le utilizzavano iniziarono a trasformare le palafitte in vere e proprie abitazioni per potersi dedicare alla loro attività d’elezione anche di notte.

Poi queste costruzioni vecchio stampo e dal sapore esotico molto simili a quelle utilizzate in Giappone o nel sud est asiatico, sono diventate un punto di riferimento anche per cineasti e servizi televisivi proprio per la loro atmosfera ricca di mistero grazie a uno stile architettonico perfettamente integrato nell’ambiente circostante.
L’arrivo del porto turistico e la pioggia dei ricorsi
Negli ultimi anni i bilancioni hanno finito per spiaggiarsi dopo che sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo porto turistico. Appena realizzata la barriera di scogli artificiali prospiciente all’arenile il paesaggio circostante è mutato. Le acque si sono ritirate per effetto delle modifiche relative alle correnti e le palafitte sono rimaste isolate come cattedrali in un deserto che si perde a vista d’occhio.
Quelle terrazze che servivano per la pesca ma anche come trampolino di lancio prediletto dai ragazzi per tuffarsi in acqua.
Oggi sono ancora dotati delle reti agganciate al bilanciere che serviva per immergerle nelle onde sottostanti solo per motivi estetici e chi le possiede le sta difendendo a spada tratta perché la realizzazione del nuovo scalo per la nautica da diporto comporterà la loro demolizione e ne mette minaccia l’esistenza.
Sulla spiaggia sono, infatti, per ora stati mantenuti solo due canali di accesso alla battigia ormai distante diversi metri da queste caratteristiche abitazioni.
Per evitare l’annientamento di un patrimonio che appartiene alla storia e al territorio di Fiumicino sono fioccati i ricorsi al Tar e i lavori sono stati sospesi.
Ecco perché c’è chi ha deciso, come il proprietario del dodicesimo bilancione, di avviare lavori di ristrutturazione e di sostituzione del legname deteriorato per ridare nuova vita a una vera e propria casa dotata di tutti i comfort.
Comitati contrari e l’avviso svanisce
L’idea dell’affitto dei bilancioni non ha trovato concordi i comitati che si battono contro la realizzazione del porto crocieristico. Così l’ideatore dei soggijrni su palafitta, affacciati sul mare e all’ombra del vecchio faro, ci ha ripensato. E ha cancellato l’avviso.

Addio, dunque, al sogno di sperimentare una vacanza degna di Ernst Hemingway e dei suoi racconti sul vecchio e il mare.
Le palafitte nel cinema
Intanto in zona continuano ad affacciarsi registi e produzioni cinematografiche. Nello scorso mese di gennaio proprio su uno dei bilancioni erano partite le riprese di un mistery thriller con Franco Nero.
L’attore emiliano è stato affiancato da un cast d’eccellenza in cui spicca, tra l’altro, la figura di Marco Bullitta apprezzato protagonista della serie Netflix Il Mostro, dedicata agli omicidi irrisolti del killer delle coppiette nei boschi fiorentini, a metà tra gli Anni Settanta e Ottanta del Novecento.
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