Asilo Montessori alla Bufalotta: partono le richieste di risarcimento

Le denunce presentate contro i gestori dell’asilo Montessori alla Bufalotta, parte la procedura di liquidazione della società titolare

Per la chiusura dell’asilo Montessori alla Bufalotta partono le richieste di risarcimento dei genitori e degli insegnanti.

Le denunce presentate contro i gestori dell’asilo Montessori alla Bufalotta, parte la procedura di liquidazione della società titolare

L’udienza per la procedura di liquidazione della società che gestiva la scuola convenzionata Parco dei bambini Montessori, è stata fissata al 23 giugno. Lavoratrici e genitori possono finalmente presentare domanda di insinuazione al passivo, per cercare di recuperare i soldi loro spettanti a vario titolo.

L’attività svolta dal liquidatore nominato dal giudice ha permesso di mettere la parola fine sul rapporto contrattuale che legava le insegnanti alla scuola impedendo loro di accedere alle misure di sostegno previste in caso di disoccupazione ma anche di poter cercare un altro nuovo posto di lavoro oltre che di recuperare gli stipendi non pagati.

Risarcimenti e ulteriori indagini

Nel frattempo i genitori stanno cercando di tentare un nuovo accesso agli atti per capire esattamente chi abbia presentato l’esposto anonimo che avrebbe attivato una serie di controlli amministrativi da parte dell’ente locale e della Asl. Controlli da cui era scaturita la revoca delle autorizzazioni e la conseguente chiusura della scuola.

Una questione su cui le famiglie hanno, per ora, ottenuto da parte degli organi inquirenti la precisazione che non possono essere accettate denunce anonime quando in ballo ci sono diritti di minori alunni di un istituto scolastico o di insegnanti, in quanto titolari di rapporti di lavoro subordinato.

l parco Bambini Montessori, di via della Bufalotta che ospitava un nido convenzionato, uno privato e una scuola dell’infanzia nella periferia est della capitale tra i quartieri di Casal Boccone e della Cesarina, aveva chiuso i battenti all’inizio del nuovo anno.

Una vicenda ingarbugliata e un esposto anonimo

La chiusura era arrivata, insomma per ragioni poco chiare, alla fine di un iter amministrativo su cui aveva, tra l’altro, pesato la rinuncia, da parte della direzione, al ricorso presentato al Tar per ottenere la sospensiva del provvedimento di revoca delle licenze d’esercizio.

L’istituto operava nel territorio amministrato dal III Municipio di Roma Capitale da 40 anni ma, nel mese di giugno dello scorso anno, era iniziata una lunga vicenda amministrativa nata, appunto, da un esposto anonimo in cui si denunciavano problemi di igiene all’interno della struttura, oltre a irregolarità urbanistiche derivanti da difformità attinenti alla planimetria e all’adeguatezza degli spazi dedicati alle attività didattiche.

La vicenda si era poi ingarbugliata cammin facendo dando luogo a un fitto e, persino eccessivo secondo i genitori dei bimbi, susseguirsi di verifiche e sopralluoghi sfociato in un botta e risposta tra la scuola e le amministrazioni coinvolte.

La Asl aveva, infatti, concluso che tutte le abilitazioni si dovevano intendere decadute, con la conseguenza che le famiglie dei 118 bambini iscritti, tra zero e sei anni, erano state convocate d’urgenza dall’ufficio competente del III Municipio e avvisate del fatto che i figli dovevano essere trasferiti presso altre scuole del territorio.

Un’operazione iniziata alla fine di febbraio con lo smistamento dei piccoli in diverse scuole del territorio, come se si trattasse di pacchi postali.

La vicenda aveva, infine, dato luogo a una dura forma di protesta con cui i diretti interessati avevano deciso di rivolgersi all’autorità giudiziaria presentando una denuncia contro i vertici della scuola per interruzione di pubblico servizio e truffa.

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