Un nuovo caso riporta nuovamente al centro del dibattito la gestione degli stabilimenti balneari di Ostia, in una fase in cui la macchina amministrativa continua a scontrarsi con ricorsi, sentenze e ritardi proprio a ridosso della stagione estiva. La vicenda, ricostruita anche da Labur, riguarda una gara pubblica per l’assegnazione della concessione demaniale di uno degli stabilimenti più storici del litorale romano.
Caos totale sulle concessioni balneari ad Ostia, tra gare, ricorsi e decisioni dei giudici che incidono sulla stagione estiva, interessando anche stabilimenti storici
Al centro del caso c’è uno degli stabilimenti pù storici e noti di Ostia, il Battistini, che è stato assegnato alla società RO.Y.AL Tour, inizialmente esclusa dalla procedura per la gestione dello stabilimento. L’esclusione ha innescato un contenzioso amministrativo che ha coinvolto direttamente il Tar – Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.
Il punto di partenza è il codice ATECO (acronimo di ATtività ECOnomiche), cioè il sistema ufficiale di classificazione delle attività economiche delle imprese, utilizzato per fini fiscali, statistici e amministrativi. Nel caso degli stabilimenti balneari, questo codice è stato utilizzato come criterio di accesso alla gara.
Il 21 maggio 2025 il Comune ha escluso la RO.Y.AL Tour ritenendo che il codice ATECO fosse legato al settore alimentare e quindi non coerente con la gestione di uno stabilimento balneare.
Tuttavia, la società aveva un oggetto sociale ampio e chiaramente compatibile con attività turistiche, di ristorazione e servizi legati agli stabilimenti balneari, elemento che avrebbe dovuto essere valutato in modo più approfondito.
Il nodo del bando e delle regole poco chiare
Il bando prevedeva requisiti di attività “coerenti e pertinenti”, includendo anche attività “similari”. Questa formulazione ha aperto un margine interpretativo che si è rivelato decisivo nella vicenda.
Proprio questa ambiguità normativa ha portato al ricorso e al successivo intervento del giudice amministrativo.
Il 17 luglio 2025 il TAR Lazio, con sentenza numero 14140/2025, ha annullato l’esclusione, stabilendo un principio chiaro: il codice ATECO non può essere l’unico criterio di esclusione, soprattutto se il bando consente attività analoghe e se l’oggetto sociale dimostra coerenza reale.
La decisione ha riaperto completamente la procedura sugli stabilimenti balneari, ribaltando l’impostazione iniziale della gara.
Una gara sospesa e poi riscritta dai giudici
Dopo la sentenza, la procedura è rimasta bloccata per mesi, fino al 14 aprile 2026, quando il Comune è stato costretto ad assegnare proprio alla RO.Y.AL Tour la gestione dello stabilimento Battistini. Si tratta di un passaggio cruciale, che ha di fatto modificato l’esito della gara pubblica, dimostrando come le decisioni amministrative possano essere completamente ribaltate in sede giudiziaria.
Il risultato è una gestione che si è sviluppata tra esclusione, ricorso, annullamento e nuova assegnazione, con effetti diretti sulla programmazione della stagione balneare che sta per iniziare a maggio 2026, ovvero tra molto, molto poco.
Il problema strutturale delle concessioni balneari
Il caso evidenzia una criticità più ampia nella gestione delle concessioni demaniali e degli stabilimenti balneari: la difficoltà nel costruire bandi chiari, coerenti e non interpretabili né soprattutto, ribaltabili.
Quando le regole non sono definite in modo preciso, si aprono spazi per contenziosi, ricorsi e decisioni che arrivano solo dopo l’intervento dei giudici.
Nel “Caso Battistini“, dunque, entrano in gioco tanti elementi chiave come codice ATECO, oggetto sociale, bando pubblico, gara demaniale, TAR Lazio, ricorso amministrativo, sentenza giudiziaria, concessioni balneari, litorale romano, stagione balneare e gestione del demanio marittimo.
Un sistema che arriva sempre dopo ai problemi
La riflessione più semplice, uno dei dati più rilevante e oggettivi di questa situazione é che il sistema delle concessioni degli stabilimenti balneari arriva spesso a decisioni definitive solo dopo il passaggio in tribunale, con conseguenze dirette su tempi, programmazione e servizi.
Il caso Battistini, come evidenziato da Labur, rappresenta un esempio concreto di come una procedura amministrativa possa trasformarsi in un lungo contenzioso, con effetti reali sulla gestione del territorio proprio nel momento in cui servirebbero regole certe e tempi rapidi per garantire la regolare apertura della stagione balneare.
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