Cinque mesi tra coma e speranze e poi la morte: non ce l’ha fatta Oleh Borys, il 19enne ucraino investito lo scorso 23 ottobre su viale Palmiro Togliatti. Il giovane è morto dopo mesi di lotta. Era arrivato da un paio di giorni a Roma con la speranza di trovare un lavoro e aiutare la famiglia.
Il 3 aprile, a cinque mesi dall’investimento, è morto. Oleh era stato travolto sulla Togliatti, all’altezza del quartiere Don Bosco, da qui il ricovero al policlinico di Tor Vergata e infine il trasferimento in una casa di cura.
Originario di Leopoli, in Ucraina, Oleh aveva perso il padre in guerra e la madre era rimasta nel suo paese. Il ragazzo si trovava sulle strisce pedonali, attraversando la strada con il semaforo rosso poco dopo le 20:30, quando è stato investito da un’auto. La conducente, una ragazza, si è fermata a prestare soccorso, ma la dinamica dell’incidente è ancora in fase di chiarimento.
Si cercano testimoni
Secondo i primi accertamenti della polizia locale, Oleh aveva già attraversato quasi tutta la carreggiata quando è stato colpito.
L’avvocato Paolo Patucchi, che assisteva il ragazzo e ora la mamma, spera di rintracciare eventuali testimoni che possano fornire maggiori dettagli, in particolare sulla velocità del veicolo coinvolto. “Vogliamo capire se l’auto stesse viaggiando troppo velocemente. Si tratta di una strada ben illuminata, quindi la conducente avrebbe avuto il tempo di fermarsi,” ha spiegato l’avvocato.
“Auspichiamo anche di capire con precisione il punto d’urto. Sappiamo che in quel momento un altro pedone stava attraversando”.
La raccolta fondi
Intanto, è stata avviata una raccolta fondi per riportare la salma di Oleh in Ucraina dove verrà tumulato. La mamma nel frattempo lo aveva raggiunto a Roma per assisterlo. Ora vuole tornare a casa coi resti di suo figlio nonostante la guerra.
La notte di Pasqua un altro pedone, giovanissimo, è morto investito: Mattia Rizzetti, 16 anni, stava attraversando la strada quando è stato falciato da un’auto guidata da un 19enne.

















