Ha patteggiato la pena a due anni di carcere Massimo B. l’imprenditore di 56 anni dei Parioli che la notte di Capodanno del 2025 travolse sull’A1 due auto con la sua Aston Martin uccidendo un 53 enne, l’ingegnere biomedico Antonio De Simone, e riducendo in fin di vita la compagna, da allora su una sedia a rotelle, per poi fuggire via su un’auto di amici.
La fuga dopo aver abbandonato la Aston Martin distrutta, il patteggiamento e la pena sospesa: una decisione che ha scosso la famiglia della vittima e lasciato la compagna di Antonio De Simone in un dramma senza fine
L’incidente all’altezza di Torrenova a tutta velocità. L’automobilista alla guida della sua Aston Martin – secondo la perizia voluta dalla famiglia della vittima – aveva prima urtato a 200 km orari un’auto sulla quale viaggiava anche una bambina e poi, a 166 chilometri orari, si è schiantato contro la Renault Clio di Antonio De Simone, un professionista calabrese che abitava a Roma da tempo, e la sua compagna, Silvia.

Senza fermarsi a prestare soccorso, il 56enne è fuggito dal luogo dell’incidente, per costituirsi solo nel pomeriggio. Antonio De Martino, in fin di vita, era riusciuto a chiedere aiuto a otto minuti dalla tragedia, ma all’arrivo dei soccorritori non c’era più nulla da fare. Morto anche il suo cane. Ferita gravemente la compagna, che si è ritrovata da allora una vita stravolta.
Nonostante l’entità della tragedia, il giudice di piazzale Clodio ha deciso di accogliere il patteggiamento dell’imputato riconoscendogli anche le attenuanti generiche.
L’imputato, grazie al rito scelto, ha ottenuto due anni di carcere con pena sospesa, una condanna che ha suscitato forti reazioni di disappunto da parte dei familiari della vittima.
La disperazione della famiglia
Per Silvia, che ha visto la sua vita cambiare per sempre, e per i familiari di Antonio, la pena inflitta non è stata considerata sufficiente.
“Noi siamo condannati a vita, sopravviviamo nel dolore, lui è libero di vivere, mai finito in carcere”, si sfogano dopo la lunga battaglia giudiziaria portata avanti dall’avvocato Antonello Madeo e il ctu Mario Scipione.
L’inchiesta, però, non è ancora chiusa: sono indagati per favoreggiamento anche i cinque amici dell’automobilista fuggito via. Lo hanno caricato sulla loro auto dopo che lui ha abbandonato la Aston Martin distrutta sull’autostrada.
Il primo dei cinque indagati è stato rinviato a giudizio, un altro ha scelto il rito abbreviato e altri tre hanno chiesto la messa alla prova.


















