Una Aston Martin che sfreccia sulla A1 la notte di capodanno, il tamponamento a catena che causa la morte di Antonio De Simone alla guida di una Clio, e poi l’immediata fuga del conducente del bolide.
Chi ha aiutato il conducente dell’Aston Martin a fuggire? L’appello dei familiari di Antonio De Simone
L’Aston Martin abbandonata sull’autostrada, subito dopo il casello di Torrenova in direzione Sud, e la fuga del pirata della strada insieme al suo passeggero grazie a un altro automobilista che accosta li carica e sparisce nel buio. Chi ha aiutato il pirata della strada a fuggire?

Se lo chiedono i familiari di Antonio De Simone, un ingegnere calabrese di 53 anni, trapiantato a Roma da qualche anno, morto poco dopo le 3 del mattino del primo dell’anno mentre rientrava con la compagna e il cagnolino da una cena a casa di amici. Un incidente drammatico costato la vita al 53enne, al suo amato cane, e che ha stravolto la vita della donna che insieme a lui ha perso l’uso delle gambe.
Per il dramma di Capodanno la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un cinquantenne romano, un imprenditore noto nell’ambiente dei Parioli.
Il dramma di Capodanno

Per ricostruire il dramma bisogna riportare le lancette alle 3.45 della notte di Capodanno. Antonio De Simone, ingegnere biomedico, è alla guida della sua Renaul Clio quando una Aston Martin piomba nel retro distruggendo la sua auto e colpendone un’altra in precedenza che poi non risulterà agli atti. Primo punto: chi era alla guida di questa terza auto?
Il conducente della Aston Martin abbandona l’auto non più marciante e scappa via insieme al passeggero. Forse si nasconde per poi risalire su un’auto che lo recupererà poco dopo. Oppure viene direttamente caricato da amici parenti o conoscenti che viaggiano anche loro quella notte sull’A1.
Fatto sta che i feriti sulla Clio vengono abbandonati a se stessi. Antonio De Simone ha la forza di chiedere aiuto col suo telefonino e poi muore. La compagna verrà soccorsa in gravi condizioni.
Il pirata si costituisce
Il pirata della strada si costituirà quindici ore dopo quando capisce che ormai non ha più scampo. Ma era proprio lui alla guida? Altro punto interrogativo. Fatto sta che gli investigatori non possono procedere all’alcoltest e narcotest. Sono passate troppe ore e i risultati sono alterati.
Lo zio materno di Antonio De Simone, anche lui ingegnere di Corigliano Calabro, e che lo ha cresciuto come un figlio ha incaricato un legale per fare indagini supplementari. L’avvocato Antonello Madeo le ha subito avviate inoltrando una serie di richieste alla procura.
Il conducente della Aston Martin che viaggiava a tutta velocità , che ha ucciso una persona ne ha lasciata in fin di vita un’altra, ed è poi fuggito via ora è indagato per omicidio stradale, lesioni stradali gravissime, fuga e omissione di soccorso, ma non è mai stato arrestato. Per lui nessuna misura cautelare.
















