“Falso assegno di Amazon Prime’”, attenzione alla nuova truffa: come riconoscerla e come difendersi

Truffa Amazon prime
Truffa Amazon prime

Un assegno apparentemente autentico, consegnato a mano, che promette un rimborso da parte di Amazon Prime. Si tratta dell’ennesima truffa utilizzata per spillare denaro o informazioni. Ecco come riconoscerla e come difendersi.

Sono sempre più frequenti i tentativi di frodi nei confronti degli utenti che ricevono messaggi sugli smartphone. Il leit motiv è sempre lo stesso: messaggi contenenti inviti a cliccare su link o a rispondere su WhatsApp o altre piattaforme di messaggistica. Questa volta la truffa sfrutta il nome di Amazon per ingannare gli utenti e ottenere soldi e dati sensibili.

“Falso assegno di Amazon Prime’”, attenzione alla nuova truffa: come riconoscerla e come difendersi 1

Le tecniche utilizzate sono sempre più innovative e i truffati sempre più eterogenei. Non solo anziani, ma anche giovani. Gli abili manipolatori fanno gioco sulle fragilità e gli affetti.

Dopo i numerosi casi di truffa via SMS, i criminali inviano ora lettere direttamente a casa delle vittime. La particolarità di questa truffa è che combina il mondo digitale con la posta cartacea, rendendo più difficile distinguere il falso dal reale.

Le vittime ricevono a casa una busta con un assegno intestato a loro e una lettera dettagliata. In più, i truffatori partono da un fatto successo per davvero di recente aumentando così la credibilità della truffa.

Nuova truffa del falso assegno: come riconoscerla

La nuova truffa, segnalata nel Modenese e denunciata da Adiconsum ha visto come vittima una donna residente a Formigine. Secondo gli addetti ai lavori questa operazione fraudolenta appare particolarmente subdola perché unisce le caratteristiche del phishing con le più classiche tecniche dell’inganno “porta a porta.”

La donna ha raccontato agli inquitenti di aver ricevuto a casa una busta, consegnata a mano. All’interno c’era un assegno da 51 dollari emesso dalla Huntington National Bank di Columbus, accompagnato da una lettera in inglese. Secondo la lettera, il rimborso poteva essere incassato depositando l’assegno oppure tramite il link indicato, usando PayPal.

Nonostante la donna fosse cliente Amazon, si è insospettita per la modalità di consegna, ha denunciato tutto ai carabinieri e si è rivolta ad Adiconsum. Ma non è un caso isolato, ci sono molte segnalazioni simili arrivano anche da utenti in Inghilterra e Francia, segno che la truffa è già diffusa in più Paesi europei.

Il meccanismo della truffa è duplice. Quando la vittima riceve l’assegno, viene invitata a depositarlo in banca in un tempo rapido. Il processo di verifica, essendo un titolo estero, può richiedere anche settimane. Durante questo intervallo, i truffatori contattano la vittima dicendo che l’importo è troppo alto e chiedono di restituire una parte dei soldi, di solito tramite bonifici, ricariche o criptovalute. Quando la banca scopre che l’assegno è falso, toglie i soldi dal conto e la vittima perde i soldi già inviati ai truffatori.

Il secondo pericolo riguarda invece il link di PayPal. Se la vittima utilizza le indicazioni della lettera per ottenere il rimborso, ecco che si concretizza il più classico scenario del phishing. Accedendo al link i malintenzionati possono infatti mettere le mani su credenziali e dati personali della persona, i quali potranno essere usati per prosciugare conti o perpetrare altre truffe.

Nuova truffa del falso assegno: come difendersi

Ma come ci si può proteggere?  Le autorità ricordano sempre la necessità di mantenere la massima allerta per qualsiasi comunicazione che riguardi movimenti di denaro o la richiesta di informazioni o dati sensibili.

Tra le raccomandazioni c’è anche quella di non rispondere ai messaggi e di evitare di cliccare sui link. Inoltre, non è consigliabile telefonare ai numeri indicati nei messaggi, salvarli in rubrica o proseguire la conversazione, poiché ciò potrebbe aumentare il rischio di rivelare dati personali.

È bene tenere a mente che operatori telefonici, enti o istituti di credito non richiedono mai copie di documenti tramite messaggi o Whatsapp.

In caso di dubbio, è sempre bene contattare il call center dedicato all’assistenza e al contempo parlarne con amici, parenti o colleghi prima di compiere qualsiasi azione.

Sempre valido e utile, infine, segnalare gli episodi alle forze dell’ordine tramite il Numero Unico di Emergenza 1 1 2 e denunciare le truffe alla Polizia Postale.