Aveva finito il turno e si stava avviando verso l’uscita della cava. Un gesto quotidiano, compiuto migliaia di volte dopo una giornata di lavoro. È morto così Dorel Ciobanu, operaio di 51 anni di origine romena, travolto da una pala meccanica nel pomeriggio di giovedì 5 marzo nelle cave di tufo di via Vigna del Piano, a Riano, alle porte di Roma.
Il tragico incidente in cava a Riano porta a 152 il numero delle vittime sul lavoro nei cantieri di Roma e provincia dal 2003. La comunità piange Dorel Ciobanu
Dorel Ciobanu viveva da anni nella zona. Per molto tempo aveva abitato proprio a Riano e solo recentemente si era trasferito con la famiglia nella vicina Castelnuovo di Porto. La sua morte ha colpito entrambe le comunità, dove l’uomo era conosciuto e stimato. Lascia anche un figlio, Stefano, calciatore del Riano: la società sportiva ha diffuso un messaggio di cordoglio ricordandolo come “un padre e una persona che lascia senza parole un’intera comunità”.
Il ricordo arriva anche dalle istituzioni. “È con profonda tristezza che apprendiamo la notizia della tragica morte di un operaio delle cave di tufo di Riano“, ha dichiarato il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, che insieme all’amministrazione comunale ha espresso vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che gli volevano bene. Un dolore condiviso anche dal Comune di Riano, dove Ciobanu aveva vissuto per molti anni e a Morlupo dove era molto conosciuto.
L’incidente è avvenuto intorno alle 15. Secondo una prima ricostruzione, l’operaio aveva appena terminato il turno e stava lasciando il cantiere quando è stato travolto da una pala meccanica in manovra. L’impatto è stato fatale: i soccorritori arrivati sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Nella cava sono intervenuti gli agenti della polizia locale, i carabinieri e il personale dello Spresal, il servizio della Asl che si occupa della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Gli accertamenti dovranno chiarire l’esatta dinamica della manovra del mezzo, verificare il rispetto delle norme di sicurezza e stabilire eventuali responsabilità.
La morte di Ciobanu ha riacceso il tema della sicurezza nei cantieri. “Siamo vicini ai familiari e ai colleghi della vittima”, ha dichiarato il segretario generale della Filca-Cisl Roma, Nicola Capobianco. Il sindacato chiede un impegno maggiore per prevenire incidenti simili, sottolineando la necessità di modernizzare i mezzi di cantiere, spesso datati, con sistemi di sensoristica e dispositivi tecnologici in grado di ridurre il rischio di investimenti durante le manovre.
152 vittime in poco più di tre anni
Quella di Ciobanu è la 152ª vittima sul lavoro nei cantieri di Roma e provincia dall’1 gennaio 2003, un bilancio che continua ad aggiornarsi e che riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro.
Dietro ai numeri, però, restano le storie delle persone. Come quella di Dorel Ciobanu, un lavoratore che da anni aveva costruito la sua vita tra Riano e Castelnuovo di Porto e che giovedì pomeriggio non è più tornato a casa.

















