Un nuovo incidente mortale sul lavoro, ha scosso ieri la comunità di Riano, comune situato nella provincia nord di Roma, dove un operaio di 51 anni, ha perso la vita all’interno di una cava di tufo attiva nel territorio. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità giunte immediatamente sul posto, l’uomo sarebbe stato investito e successivamente schiacciato da una pala meccanica in fase di manovra.
Il dramma si è consumato all’interno di un cantiere mentre l’operaio stava terminando il turno di lavoro
Il dramma si è consumato in pochi istanti, rendendo vano ogni tentativo di soccorso da parte dei colleghi presenti nell’area di scavo, i quali hanno assistito impotenti alla tragica dinamica del sinistro. La vittima si chiama Dorel Ciobanu.
La dinamica dell’incidente e i rilievi
Le indagini per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi sono state affidate ai carabinieri della stazione locale, coadiuvati dalla polizia locale e dagli ispettori dello Spresal, il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Dalle prime testimonianze raccolte, pare che l’operaio avesse già concluso le proprie mansioni giornaliere e stesse per abbandonare il cantiere quando è avvenuto l’impatto fatale con il mezzo pesante in movimento. Gli ispettori hanno effettuato rilievi tecnici approfonditi sulla pala meccanica per verificare eventuali guasti o mancanze nei sistemi di segnalazione acustica e visiva, fondamentali per la sicurezza in contesti ad alto rischio come le cave.
Il grido d’allarme dei sindacati
La notizia della morte del lavoratore ha suscitato una reazione immediata da parte delle sigle sindacali di categoria, che denunciano una situazione ormai insostenibile sul fronte della prevenzione. Nicola Capobianco, segretario generale della Filca-Cisl Roma, ha espresso profondo cordoglio e indignazione, ribadendo la necessità di un impegno collettivo più stringente per fermare quella che appare come una vera e propria strage silenziosa.
Il segretario ha sottolineato che ogni operaio ha il diritto di rientrare a casa in sicurezza e che il sindacato proseguirà la sua battaglia per l’implementazione di misure protettive reali e sanzioni più severe per le violazioni delle norme vigenti.
Una statistica drammatica per il territorio
E’ ancora una quantità di vittime e non numeri, troppo elevata quella che è emersa dall’analisi dei dati storici nel settore delle costruzioni a Roma e provincia, che ha delineato un quadro preoccupante. L’operaio che ha perso la vita a Riano, è la 152esima vittima, nei cantieri dell’area metropolitana a partire dal primo gennaio del 2003.
Ed è soprattutto la fragilità della condizione dei lavoratori soprattutto stranieri, quella che emerge con forza: la vittima è infatti il 42esimo operaio di origine romena a perdere la vita sul lavoro, su un totale di 58 operai stranieri deceduti negli ultimi vent’anni. Una tragedia senza fine che evidenzia la particolare esposizione al rischio per la manodopera estera, impiegata nelle mansioni più gravose del comparto edile e estrattivo.
L’ultimo addio e le responsabilità
Mentre la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia, la comunità dei cavatori di Riano si stringe attorno alla famiglia della vittima. Resta aperta la questione delle responsabilità legali riguardanti la conduzione del mezzo e l’organizzazione della sicurezza interna alla cava di tufo.
Ogni operaio del cantiere sarà sentito nelle prossime ore per chiarire se le procedure di coordinamento tra pedoni e macchine operatrici fossero regolarmente seguite. La morte di questo 51enne riaccende i riflettori sulla sicurezza sul lavoro per proteggere ogni singolo operaio dai pericoli insiti nell’utilizzo di macchinari pesanti in spazi ristretti o durante i cambi turno.


















