L’Esercito dei Giusti: la storia di Giulio a Fiumicino per fondi all’Associazione Donatori Midollo Osseo

La storia di Giulio in un libro presentato a Fiumicino dall’Associazione Donatori Midollo Osseo per raccogliere fondi

L’Esercito dei Giusti, è il titolo del libro scritto da Roberta Spaccini sulla toccante esperienza di suo figlio Giulio con l’obbiettivo di raccogliere fondi a beneficio dell’Associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO) che ha fatto tappa a Fiumicino in occasione di un incontro cui ha preso parte, tra gli altri, Massimo Pieraccini, il direttore del Nucleo Operativo di Protezione Civile di Firenze specializzato nel trasporto urgente di midollo osseo.

La storia di Giulio in un libro presentato a Fiumicino dall’Associazione Donatori Midollo Osseo per raccogliere fondi

Il libro autobiografico racconta i drammatici momenti vissuti dall’autrice nel 2021, quando Giulio che, all’epoca aveva 15 anni, si è ammalato di una rara patologia autoimmune del midollo osseo che è stata fronteggiata grazie a una diagnosi tempestiva e ha poi comportato un trapianto eseguito l’anno successivo otre a una lunga degenza durata sette mesi.

Da quell’esperienza, segnata da dolore ma anche da incontri e profondi legami con i medici e i sanitari che incontrarono l’adolescente durante tutto il suo lungo percorso di recupero, è nato un racconto che va oltre quello della famiglia direttamente coinvolta, ma che racchiude in sé quella di tanti bambini e famiglie costrette a lunghi ricoveri nelle strutture dedicate.

Ne “L’Esercito dei Giusti”, che evoca quanto fecero tutti coloro che durante la Seconda Guerra Mondiale si sacrificarono per salvare gli ebrei dallo sterminio, trova spazio una vicenda che consente di riscoprire l’autentico valore delle connessioni umane in un momento, tra l’altro, reso delicato dalla triste vicenda di Domenico, il bimbo di due anni morto il 21 febbraio scorso in attesa di un cuore nuovo all’ospedale Monaldi di Napoli per un’incredibile concatenazione di errori.

Questo tragico epilogo non deve, tuttavia, indurre a pensare che l’intera catena dei trapianti possa essere inficiata da lacune o carenze suscettibili di gettare un’ombra su uno dei sistemi clinici più avanzati a livello mondiale.

Nel suo intervento Massimo Pieraccini ha, infatti, spiegato che il trasporto degli organi avviene nel rispetto di protocolli rigorosi e tramite l’ausilio di una sala operativa attiva 24 ore su 24, pronta a gestire ogni imprevisto. “In oltre trent’anni di attività, con 130 volontari operativi e collaborazioni con centri in tutto il mondo, abbiamo contribuito a realizzare oltre 15.500 trapianti”, ha sottolineato.

Il 30% dei pazienti non trova donatori compatibili

Tanta anche la passione e l’impegno di chi mette a disposizione il proprio tempo gratuitamente per assicurare il trasporto urgente delle cellule staminali: “Ci sono volontari che accantonano la propria vita per rendersi utili a qualcuno che non conoscono. Viaggiamo con una valigetta che contiene la speranza di una persona. Sappiamo -ha rimarcato il direttore del Nucleo Operativo di Protezione Civile di Firenze- che il fattore tempo è determinante: quelle cellule devono arrivare rapidamente, perché da questo dipende la sopravvivenza del paziente”.

Parte del ricavato del libro sarà devoluto ad ADMO Lazio, a sostegno della promozione della donazione di midollo osseo, per dare una concreta possibilità di vita per chi è affetto da gravi malattie del sangue.

Alberto Farinacci, vice presidente di ADMO Lazio ha evidenziato l’importanza della sinergia tra associazioni e della sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani perché “la compatibilità è rarissima, una probabilità su centomila. Statisticamente il 30% dei pazienti non trova un donatore compatibile, non perché non esista, ma perché non è iscritto al registro un donatore idoneo”.

Come diventare parte del progetto di donazione

L’Associazione promuove l’iscrizione al registro dei donatori tra i giovani dai 18 ai 35 anni, fascia d’età ritenuta più idonea alla donazione. Attualmente in Italia si contano circa 550.000 iscritti.

Il donatore è anonimo e consapevole: non ha un obbligo giuridico, ma un impegno morale e, nella maggior parte dei casi, la procedura di donazione avviene con modalità simili a quelle della donazione di piastrine, e cioè in condizioni di totale sicurezza.

Donare è un gesto che va oltre l’aiuto materiale: è un atto di reciprocità che rafforza il legame tra le persone e dà valore alla comunità. Ogni dono, piccolo o grande che sia, genera fiducia, crea relazioni e costruisce una società più solidale, capace di prendersi cura dei propri membri in uno spirito di responsabilità condivisa”, ha sottolineato il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, che ha preso parte all’evento con l’assessore alle Politiche Sociali, Monica Picca, e il presidente del consiglio comunale. Roberto Severini.

All’incontro hanno presenziato anche alunni e insegnanti di alcune scuole del territorio, l’I.I.S Leonardo Da Vinci, l’I.I.S. Paolo Baffi di Fiumicino oltre alla classe di seconda primaria della Scuola Lido Del Faro, oltre a diverse associazioni, tra le quali “Una Rete per Noi”, a testimonianza di una comunità locale attenta e sensibile ai temi della solidarietà e della responsabilità civile.