Quattro mesi fa aveva vissuto il giorno più difficile della sua giovane vita. Una caduta accidentale dal terzo piano di un palazzo in zona Tiburtina, a Roma, aveva fatto temere il peggio. Oggi, invece, la sua storia è un inno alla speranza: Rocco ce l’ha fatta. E senza complicazioni.
Dal coma farmacologico alla scuola in ospedale: il bambino precipitato a ottobre in zona Tiburtina oggi parla, gioca e sogna di tornare in campo
Il bambino, precipitato lo scorso 21 ottobre da un balcone di via Beniamino dei Ritis, era stato ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Per settimane è rimasto in prognosi riservata, in coma farmacologico e attaccato ai macchinari della terapia intensiva. Le sue condizioni avevano richiesto due delicati interventi chirurgici, tra cui una decompressione cranica, per stabilizzare i traumi riportati nell’impatto.
La caduta, da un’altezza di circa dodici metri, era stata in parte attutita dal cofano di un furgone parcheggiato sotto l’edificio. Un dettaglio che, con ogni probabilità, si è rivelato decisivo.
Rocco ora è ricoverato a Palidoro e da lì frequenta la scuola
A dicembre l’uscita dalla terapia intensiva aveva segnato il primo, fondamentale punto di svolta. Dopo quasi due mesi in rianimazione, Rocco aveva lasciato il reparto per proseguire le cure in un altro padiglione, sempre sotto stretto monitoraggio medico. Oggi si trova nella sede del Bambino Gesù di Palidoro per la riabilitazione e per risolvere alcuni problemi ai tendini.
“I medici hanno sciolto ogni riserva: il bambino parla chiaramente, ragiona, riconosce i familiari. Frequenta la scuola in ospedale, gioca ai videogiochi, sorride. E non ha mai smesso di tifare la sua Juventus e il suo idolo, il portiere Mattia Perin”, fa sapere Fabrizio Montanini, il consigliere del IV municipio di Roma Capitale che ha sempre seguito il caso da vicino.
Nella foto che accompagna questo nuovo capitolo della sua storia Rocco è accanto a papà Enrico. Insieme alla madre Santina, non ha mai smesso di crederci, affrontando mesi di paura, sacrifici, viaggi e spese pur di restare accanto al figlio. La famiglia ha voluto ringraziare tutti coloro che, fin dall’inizio, hanno fatto sentire la propria vicinanza con messaggi, preghiere e gesti concreti di sostegno.
La mobilitazione era partita anche dal mondo dello sport. Allo stadio Olimpico era comparso uno striscione con la scritta “Forza Rocco!”, promosso da tifosi bianconeri.
“Questa brutta storia, che fortunatamente si sta concludendo per il meglio, è riuscita a unire persone lontane, creando empatia e accendendo una speranza nei cuori di tante famiglie. Nulla è mai perduto”, ha dichiarato Montanini.
Il percorso di recupero non è ancora concluso. La riabilitazione richiederà tempo e pazienza. Ma la notizia più importante è già realtà: Rocco sta meglio e può guardare avanti. Sogna di tornare a difendere le porte dei campi da calcio calabresi.


















