“Continuiamo a costruire uffici, continuiamo a costruire palazzi. Scusate ma la rigenerazione dove sta?” si chiedono i residenti della Montagnola, criticando il progetto di riqualificazione dell’ex deposito Ama. L’intervento riguarda un complesso in dismissione da anni nel cuore dell’VIII Municipio di Roma, per un investimento complessivo pari a circa 100 milioni di euro. Il progetto di Roma Capitale interessa oltre due ettari compresi tra via Ospedalieri e via Castiglione.
Residenti e comitati criticano il progetto di rigenerazione urbana dell’ex deposito Ama, denunciando l’impatto sociale e la mancanza di servizi
Manolo Palazzotti, membro del comitato cittadino “Parchi della Colombo”, contesta l’operato in corso, che di rigenerazione urbana a suo dire non ha proprio nulla: “Scrivono rigenerazione, in realtà veicolano in questo territorio altri palazzi dicendo che fanno dei servizi per il quartiere. In realtà i servizi sono minimali, molti non richiesti, per esempio è previsto un museo della polizia”
Il problema principale, sottolineano, riguarda la partecipazione dei cittadini, mai consultati: “Non hanno consultato i cittadini, hanno già deciso quanto devono occupare e l’impatto sul territorio sarà devastante. Noi abbiamo già problemi per mancanza dei servizi basilari”.
Il quartiere soffre la carenza di strutture essenziali: “Nel quartiere manca un cinema, un teatro. Oggi chiediamo innanzitutto di condividere il progetto con i cittadini e poi cercare di modificarlo affinché porti servizi reali: parchi, scuole, palestre”.
La maggior parte delle infrastrutture risale a prima del 1967 e, secondo gli abitanti, non basta per le nuove cubature previste.
L’assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale assicura che la rigenerazione sarà effettuata senza nuovo consumo di suolo e punterà su due elementi chiave: qualità urbana e multifunzionalità.
Il progetto prevede residenze, uffici, student housing, esercizi di vicinato, un presidio socio-sanitario, una nuova piazza e aree verdi per circa settemila metri quadrati.
Tuttavia, la consigliera dell’VIII Municipio, Simonetta Novi, ribadisce la necessità di apertura del progetto alla cittadinanza. “Il lavoro che personalmente porterò avanti è affinché si arrivi a un momento di ascolto delle istanze e questo progetto possa modificarsi”, spiega.
Gli emendamenti presentati finora, sia in Municipio che in Assemblea capitolina, sono stati bocciati, mentre i cittadini continuano a chiedere un coinvolgimento reale.
Servizio Video di Francesca Del Mastro

















