Due stabilimenti balneari sono nell’occhio del ciclone per i criteri di gestione adottati dal Comune di Roma Capitale. Si tratta di due impianti che si trovano proprio nel centro della cittadina costiera, ignorata dagli Stati generali sul turismo balneare romano avviati oggi dall’amministrazione a 30 km di distanza.
Mentre il Campidoglio convoca gli Stati Generali del turismo balneare romano a 30 km dal suo lungomare, si accendono i riflettori sulla regolarità delle procedure di gestione per due stabilimenti
I due stabilimenti balneari nell’occhio del ciclone e oggetto di una circostanziata denuncia del Laboratorio Urbanistico Labur, sono l’Elmi e il Salus. Il primo, fondato più di un secolo fa da Roberto e Giulio Elmi, è stato oggetto del bando di concessione del 14 febbraio scorso eppure risulta riassegnato alla società che lo ha sempre gestito, arrivata seconda nella graduatoria emessa il 16 maggio dall’assessorato al Demanio e Patrimonio. Il secondo stabilimento balneare, il Salus, non è stato oggetto del bando di gara perché in possesso di una concessione pluriennale con scadenza 31 dicembre 2028.
Il pasticciaccio Elmi

Secondo la graduatoria provvisoria elaborata dal Campidoglio, ad aggiudicarsi la concessione dello stabilimento Elmi era stata la società Caffètre srl ma dall’amministrazione la vecchia concessionaria Elmi non ha ricevuto in questi giorni l’ordine di sgombero. Che cosa è successo? Lo spiega Labur. “Segnalata da noi già mesi fa – ricostruisce Andrea Schiavone – la Caffètre è stata oggetto di una determina del Comune di Roma datata 5 febbraio, non ancora pubblicata all’Albo Pretorio, con cui viene annullata la precedente aggiudicazione per lo stabilimento Elmi (lotto A4). La ragione è la mancata presentazione da parte della ditta del DURC attestante la sua regolarità contributiva: una mancanza nota già da dicembre, ma ignorata per negligenza dalla commissione giudicatrice presieduta dall’allora Direttore del Dipartimento Patrimonio, Tommaso Antonucci, poi rimosso dal suo incarico su questioni demaniali. Solo due mesi dopo il ricorso della società Elmi, con la procedura incagliata e il TAR già investito della questione, l’Amministrazione tenta di rientrare nei binari cercando di far cadere la ‘materia del contendere’ presentando in sede giudiziaria una determinazione dirigenziale (firmata da Antonucci) non ancora resa pubblica (alle ore 17,00 dell’11 febbraio 2026). Ora si attende il pronunciamento del tribunale amministrativo per capire se la revoca potrà davvero sanare una procedura nata fragile e proseguita peggio”.
Il Salus trattato come una proprietà privata

La concessione del Salus quattro anni fa è stata al centro di un caso spinoso di presunti abusi edilizi innescato dalla Procura dopo che il Tribunale civile aveva assegnato la struttura garantendone la regolarità. L’impianto è stato sequestrato con bar e ristorante chiusi per nove mesi e solo alla fine la Procura ha scoperto di aver sbagliato reputando il provvedimento come “sproporzionato ed eccessivo”.
Il Salus gode di una concessione pluriennale con scadenza 31 dicembre 2028 ma è al centro di una vendita giudiziaria sulla quale Labur ha da ridire. “Oggi quella concessione – osserva Schiavone – è in vendita come azienda su piattaforme di aste giudiziarie, destinato a un soggetto ancora da definire. La concessione demaniale marittima, però, non ha mai attraversato alcun vaglio pubblico. Un bene dello Stato che arriva sul mercato come se fosse un bene privato, senza che la legalità amministrativa abbia potuto fare il suo lavoro”.
L’asta giudiziaria per l’acquisizione dell’azienda concessionaria del Salus si terrà il 30 marzo prossimo (termine presentazione offerte il 23 marzo) con un’offerta minima di 275mila euro. Si tratta di un concordato facilitato che non condizionera’ in alcun modo la gestione.
Stati Generali del turismo balneare romano distanti da Ostia
All’Auditorium Parco della Musica oggi si è aperto il convegno “Un solo mare festival” che proseguirà fino al 15 febbraio. Sono un po’ gli Stati generali del turismo balneare, come definiti da più amministratori comunali. “Per Roma Capitale questa riflessione è centrale – commenta Sabrina Alfonsi, assessore capitolino all’Ambiente che ha inaugurato l’evento- Siamo il comune costiero più grande d’Europa e il nostro litorale, da Ostia a Capocotta, è parte integrante della città, non una periferia”.

Peccato che invece di venire a Ostia di parlare di mare con momenti di spettacolo vario previsti nel festival, il Campidoglio ha preferito farlo a più di 30 km di distanza. “Consapevole forse che questa amministrazione come la maggior parte delle precedenti, sul mare ha fatto solo disastri” commentano da Labur.


















