Aggressioni a San Lorenzo, spuntano altre due denunce: possibile misura cautelare per il senzatetto tirapugni

Si aggiungono le denunce di due ventenni. La Procura valuta una misura cautelare, anche in una Rems

Il tunisino tirapugni

Si aggrava la posizione di Mohammed M., il giovane senzatetto nordafricano con problemi psichiatrici protagonista di ripetute aggressioni a San Lorenzo tirando pugni all’improvviso contro passanti, soprattutto donne, di ogni età. Agli atti sono finite altre due denunce presentate da due ventenni schiaffeggiate in strada in due giorni diversi di gennaio.

Si aggiungono le denunce di due ventenni. La Procura valuta una misura cautelare, anche in una Rems

Le segnalazioni sono state raccolte dai carabinieri e inserite in una relazione appena trasmessa a piazzale Clodio. Gli aggiornamenti potrebbero portare a breve all’adozione di una misura cautelare nei confronti del 22enne, ora ricoverato nel reparto di Psichiatria del Policlinico Umberto I.

Tra le ipotesi al vaglio c’è il trasferimento in una Rems (le strutture sanitarie residenziali per l’esecuzione di misure di sicurezza), in genere, però, sovraffollate e con pochi posti disponibili. Il provvedimento consentirebbe la reclusione e la cura del giovane e l’impossibilità di un suo ritorno a breve a San Lorenzo.

L’identità resta incerta

Restano, però, incertezze sulla identità. Il nome Mohammed M., così come l’età e la presunta nazionalità tunisina, non risulterebbero ancora ufficialmente confermati.

Attualmente il giovane è ricoverato in Tso (trattamento sanitario obbligatorio) e rimane sorvegliato dai carabinieri, senza piantonamento fisso, dal momento che risulta solo denunciato per lesioni e percosse. Il ricovero potrebbe protrarsi ancora per alcuni giorni, in attesa delle decisioni dei magistrati.

Nel frattempo, il quadro accusatorio continua ad ampliarsi. Ai fatti più recenti — il pugno al volto a una donna di 44 anni che stava pedalando con il figlio di 10 anni in via dei Dalmati e l’aggressione a una 12enne su via Tiburtina — si aggiungono due episodi di violenza ai danni di operatrici Ama e, ora, le denunce delle due ventenni vittime di aggressioni il 18 e il 31 gennaio.

Nuove denunce che potrebbero incidere sulle prossime valutazioni dell’autorità giudiziaria.