Anguillara Sabazia si è svegliata avvolta in un silenzio che è ancora dolore, interrotto solo dal rintocco delle campane che hanno richiamato la comunità alla chiesa Regina Pacis. Oggi sabato 7 febbraio, è il giorno dell’addio a Federica Torzullo, la donna la cui vita è stata brutalmente spezzata dalla furia del marito Claudio Carlomagno, reo confesso.
Tutta la città ai funerali di Federica Torzullo: per la donna uccisa dal marito la comunità si stringe alla famiglia e si interroga su “quel segreto che portava dentro”
Durante la messa la toccante omelia del parroco e la lettera della sorella.
Già dalle prime ore della mattinata, l’interno della parrocchia è apparso trasformato in un giardino di memoria: decine di mazzi di fiori, corone e semplici petali bianchi sono stati deposti davanti all’altare. Non sono solo gli omaggi dei parenti più stretti, ma il segno tangibile di un dolore collettivo che ha coinvolto vicini di casa, attività commerciali e istituzioni, tutti uniti nel gridare il proprio sdegno per una tragedia che non può trovare alcuna giustificazione umana.
Il lutto cittadino e il monito delle istituzioni
Il Sindaco Angelo Pizzigallo, interpretando il sentimento di smarrimento della sua cittadinanza, ha proclamato ufficialmente il lutto cittadino per la giornata di oggi, sabato 7 febbraio 2026.
Attraverso un messaggio accorato affidato ai social, il primo cittadino ha sottolineato come la città intera “si fermi per Federica”, per rendere omaggio a una donna e a una madre la cui esistenza è stata recisa da una violenza inaudita.
Le parole del sindaco non hanno lasciato spazio a dubbi: si tratta di un atto che va condannato con fermezza e senza alcuna ambiguità interpretativa. Anguillara Sabazia, ferita nel profondo, ha voluto ribadire che Federica resterà per sempre nel cuore della sua gente, diventando il simbolo di una lotta che la comunità intende portare avanti affinché simili orrori non debbano più ripetersi.
Il ricordo dei colleghi: il velo di riservatezza e il sorriso di Federica
Particolarmente toccante in queste ore, la testimonianza dei colleghi di Federica, che fino all’ultimo hanno condiviso con lei la quotidianità lavorativa e sindacale. Elisabetta Misiano, amica e collega della vittima, ha rievocato con commozione gli ultimi istanti trascorsi insieme: un caffè preso l’8 gennaio, i racconti leggeri sulle vacanze di Natale e i progetti professionali.
Federica viene descritta come una donna solare, allegra e dotata di una sensibilità non comune, ma allo stesso tempo estremamente gelosa della propria sfera privata.
Nonostante il rapporto stretto, non aveva mai lasciato trapelare nulla dei dissidi con il marito o della separazione in corso, custodendo un segreto che oggi pesa come un macigno sul cuore di chi le stava accanto. Il fatto che nessuno avesse sospettato di una tensione così letale aumenta il senso di colpa e lo strazio di chi la aspettava in ufficio quel venerdì mattina, ignaro che il destino l’avesse già strappata al mondo.
Un appello contro l’isolamento: “Parlarne per salvarsi”
Dalla tragedia di Federica, nasce intanto un appello disperato ma necessario rivolto a tutte le donne che vivono situazioni di disagio o pericolo all’interno delle mura domestiche. La collega Elisabetta, nel suo ricordo, ha voluto lanciare un invito che suona come un testamento morale: parlare, sempre e con chiunque.
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Non serve nascondersi dietro un velo di dignità o riservatezza, perché il silenzio può diventare il miglior alleato della violenza. Anche la persona più insospettabile, tra i colleghi o in famiglia, può rappresentare l’ancora di salvezza necessaria per evitare esiti drammatici. Oggi, mentre Anguillara piange Federica, la speranza è che il suo sacrificio serva a squarciare quei veli di omertà e paura, ricordando che la condivisione è il primo passo verso la libertà e la vita.
Omicidio di Federica Torzullo: prosegue la ricerca dell’arma e la tutela del figlio
Mentre la comunità di Anguillara si stringe nel dolore, le indagini sul femminicidio di Federica Torzullo restano focalizzate sul ritrovamento dell’arma del delitto. Gli inquirenti stanno setacciando con estrema attenzione la statale Braccianese, in particolare nel tratto compreso nella zona di Osteria Nuova, alla ricerca del coltello bilama utilizzato per l’aggressione.
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È stato lo stesso Claudio Carlomagno, durante l’interrogatorio di convalida del fermo avvenuto lo scorso 21 gennaio, ad ammettere di essersi sbarazzato dell’oggetto gettandolo lungo la strada subito dopo il delitto del 9 gennaio. Nonostante le indicazioni fornite dall’indagato, l’arma non è ancora stata recuperata, elemento che resta fondamentale per completare il quadro probatorio a carico dell’uomo.
Parallelamente al fronte investigativo, arrivano decisioni cruciali per il futuro del figlio di dieci anni della coppia, rimasto tragicamente orfano di madre. Al termine dell’udienza presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, è stato confermato l’affidamento del bambino ai nonni materni, che rappresentano per lui il nucleo affettivo più solido in questo drammatico momento.
Come ulteriore misura di protezione e garanzia istituzionale, il Sindaco di Anguillara Sabazia è stato ufficialmente nominato tutore legale del minore, assicurando così la massima vicinanza delle istituzioni nel percorso di crescita e sostegno psicologico del piccolo.

















