Uno sciopero immediato è scattato alle ore 6 di questa mattina, davanti allo stabilimento Buzzi Unicem di Guidonia, dove le lavoratrici e i lavoratori si sono ritrovati ai cancelli per dare un segnale di fermezza. La decisione della mobilitazione, proclamata d’urgenza da Fillea Cgil Roma e Lazio insieme a Feneal Uil Roma e Provincia, è arrivata come risposta necessaria a seguito della tragica morte di un operaio avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri.
Vicinanza ai familiari dell’operaio e rabbia dei sindacati per la tragedia avvenuta durante pulizia silos: le sigle Fillea e Feneal gridano sicurezza con uno sciopero
Il presidio poco dopo l’alba di oggi, ha segnato l’inizio di una giornata di stop produttivo volta a denunciare una situazione ormai insostenibile sul fronte della sicurezza nei cantieri e negli stabilimenti industriali della provincia di Roma.

La dinamica dell’incidente e il coinvolgimento degli appalti
Il dramma si è consumato all’interno del perimetro industriale della Buzzi Unicem, noto polo produttivo di Guidonia Montecelio. Secondo le prime ricostruzioni e le informazioni raccolte dalle organizzazioni sindacali, la vittima è un uomo di 57 anni, dipendente di una ditta esterna impegnata in un contratto d’appalto.
L’operaio stava svolgendo delicate operazioni di manutenzione e pulizia dei silos quando, per cause ancora in fase di accertamento, è stato improvvisamente travolto da una massa di materiale grezzo e cemento. Nonostante i tentativi di soccorso, l’impatto con il materiale pesante non ha lasciato scampo al lavoratore, che è deceduto sul colpo nel pomeriggio di ieri.
Il ruolo critico della filiera delle ditte esterne
Ancora una volta, la cronaca riporta l’attenzione sulla gestione della sicurezza all’interno dei sistemi di appalto. Le organizzazioni sindacali Fillea Cgil e Feneal Uil hanno sottolineato come la filiera delle ditte esterne si confermi uno dei punti più vulnerabili e critici per l’incolumità dei lavoratori.
La frammentazione dei processi produttivi spesso porta a una zona d’ombra dove la prevenzione rischia di passare in secondo piano rispetto alle scadenze industriali. In questo caso specifico, l’incidente avvenuto durante la manutenzione dei silos pone seri interrogativi sulla formazione e sulle protezioni garantite a chi opera per conto di terzi in ambienti ad alto rischio.
Una strage silenziosa che colpisce il Lazio
Il caso della Buzzi Unicem non è purtroppo un episodio isolato in un contesto regionale già fortemente provato. Dall’inizio dell’anno, nel Lazio si contano già tre vittime accertate sui luoghi di lavoro, un dato che spaventa e che richiede interventi drastici.
Ogni vittima rappresenta un fallimento del sistema di protezione e un dolore incolmabile per le famiglie. Le sigle sindacali hanno espresso pieno sostegno ai parenti dell’operaio scomparso, ribadendo che non è accettabile che il lavoro, strumento di emancipazione e sostentamento, si trasformi in una causa di morte e sofferenza.
Le richieste dei sindacati alle istituzioni e alle imprese
Con lo sciopero di oggi, i lavoratori intendono lanciare un monito chiaro alla politica e alle imprese: la vita umana deve essere considerata superiore a ogni logica di costo e tempo di produzione. Le richieste sono precise e riguardano l’immediata attuazione del piano regionale sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Si esige un incremento dei controlli ispettivi, una prevenzione reale e un rispetto rigoroso delle norme vigenti. Le organizzazioni sindacali si aspettano che venga fatta piena luce sulle responsabilità di quanto accaduto a Guidonia, pretendendo che le autorità inquirenti accertino ogni eventuale mancanza nei protocolli di sicurezza durante la pulizia dei silos.
L’impegno per un cambiamento strutturale
La mobilitazione non si fermerà allo sciopero di otto ore. Fillea e Feneal hanno dichiarato che continueranno a presidiare i luoghi della produzione affinché la sicurezza non sia solo uno slogan ma una pratica quotidiana.


















