Bomba carta esplode alle case Ater di Nuova Ostia: è la seconda in due mesi (VIDEO e FOTO)

Bomba carta nella notte contro un palazzo ATER, già colpito a ottobre: indagini della polizia e legami con precedenti casi di racket

Attimi di forte paura nella notte a Nuova Ostia, dove una bomba carta è stata lanciata contro il portone di ingresso della Scala A di un condominio, in via della Tortuga. L’esplosione è avvenuta intorno alle 3.40, svegliando di soprassalto numerosi residenti. Il boato è stato avvertito distintamente anche a distanza, spingendo molti abitanti del palazzo ad affacciarsi alle finestre o a scendere in strada per capire cosa fosse accaduto. L’attentato fa il doppio con quello avvenuto, sempre nella notte, a Fidene.

Bomba carta nella notte contro un palazzo ATER, già colpito a ottobre: indagini della polizia e legami con precedenti casi di racket

L’ordigno artigianale ha colpito in pieno l’ingresso del palazzo. I vetri del portone sono andati in frantumi e parte dell’intonaco dell’atrio si è staccata a causa della violenza dell’onda d’urto. I segni dell’esplosione sono apparsi immediatamente evidenti, con detriti sparsi all’interno dell’androne e schegge di vetro finite anche a diversi metri di distanza dal punto dell’impatto.

Vetri esplosi al primo piano

La forza dell’esplosione non si è fermata al piano terra. I vetri di una finestra al primo piano del condominio sono infatti esplosi, provocando ulteriori danni all’interno dell’appartamento. Alcuni mobili sono stati danneggiati e frammenti di vetro si sono sparsi nelle stanze, fortunatamente senza colpire nessuno. Nonostante la violenza dell’atto, non si sono miracolosamente registrati feriti.

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Nella foto poliziotti in presidio davanti al condominio colpito dall’esplosione – canaledieci.it

L’intervento della polizia

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato del X Distretto Lido, che hanno effettuato un primo sopralluogo e avviato le indagini. L’area è stata messa in sicurezza per consentire le verifiche tecniche e la raccolta di eventuali residui dell’ordigno, fondamentali per risalire alla tipologia della bomba carta utilizzata. Gli investigatori stanno inoltre raccogliendo le testimonianze dei residenti, molti dei quali hanno riferito di aver sentito un’esplosione secca e molto potente.

Le ipotesi investigative

Al momento non viene esclusa alcuna pista. L’ipotesi principale resta quella di un atto intimidatorio, anche se non è ancora chiaro se il gesto fosse rivolto a uno specifico residente o se si tratti di un’azione dimostrativa. Saranno decisivi gli accertamenti su eventuali precedenti segnalazioni, contrasti o episodi sospetti legati al condominio o alla zona. Anche le telecamere di videosorveglianza nelle strade limitrofe potrebbero fornire elementi utili.

La precedente esplosione a ottobre 2025

Non si tratta di un episodio isolato. Il 30 ottobre scorso, nell’atrio dello stesso condominio di via della Tortuga, alla Scala B, esplose un’altra bomba carta, mentre era in corso d’opera un murale in memoria di Simone Schiavello, il giovane accoltellato a morte in via Forni.

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Nella foto alcuni danni dell’esplosione del 30 ottobre 2025

La deflagrazione danneggiò vetri e muri dell’ingresso senza creare problemi di agibilità agli appartamenti, ma suscitò grande allarme nel quartiere. La polizia scientifica intervenne immediatamente per avviare le indagini e ricostruire la dinamica del gesto.

Un’altra esplosione che ha fatto clamore è stata quella avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 giugno alla palestra dell’ex pugile Gianni Di Napoli, in via delle Azzorre, distante poche centinaia di metri daglki scoppi di via delle Ebridi e di via della Tortuga.

La storia del condominio e il blitz anti-racket del 2023

Lo stabile colpito dalle bombe carta è noto anche per un’operazione anti-racket condotta dalle forze dell’ordine nel 2023. In quell’occasione, una coppia di italiani legati per parentela al clan Fasciani fu raggiunta da misura cautelare con divieto di dimora a Ostia Ponente.

La coppia era gravemente indiziata di aver organizzato e gestito un sistema di occupazione abusiva di locali e box ATER, utilizzati come depositi di armi e droga. Circa 5mila metri quadri tra locali commerciali e cantine furono sequestrati e restituiti all’ATER, con il coinvolgimento di otto immobili extra-residenziali e 70 box al seminterrato.

Le modalità del racket

Le indagini accertarono che la coppia aveva trasformato gli immobili abusivi in basi logistiche per il deposito di materiale illecito e sostanze stupefacenti. Inoltre, erano coinvolti in operazioni di autoriciclaggio: alcuni locali erano stati accatastati a loro nome tramite indebite dichiarazioni catastali e contratti di locazione fittizi, al fine di occultare la provenienza illecita dei beni. Per alcune attività, erano state presentate false SCIA (Segnalazioni Certificate di Inizio Attività), aggravando la posizione legale dei sospettati.

Il sequestro degli immobili

L’operazione portò al sequestro preventivo di 75 cantine, un’abitazione e sette locali commerciali, tra cui una palestra, un bar, una pizzeria, un negozio di materassi, una tappezzeria per auto, un negozio di articoli pirotecnici e persino una Onlus. Tutti gli immobili furono restituiti all’ATER. Le posizioni degli occupanti dei locali commerciali vennero anch’esse messe al vaglio della DDA, poiché avevano avviato attività economiche senza titolo all’interno di immobili pubblici.

Ipotesi investigative sulla bomba carta

Per quanto riguarda le esplosioni recenti, gli investigatori mantengono aperte tutte le piste. L’ipotesi principale è che si tratti di atti intimidatori legati a contrasti nel contesto abitativo delle case popolari o a dinamiche criminali ancora in fase di accertamento. L’individuazione degli autori sarà favorita dai rilievi della polizia scientifica e dalle eventuali immagini di videosorveglianza raccolte nella zona.

Il contesto sociale e culturale

Il complesso ATER di via delle Ebridi e via della Martinica non è nuovo al pubblico: nel 2000 fu scelto come set del film Zora la vampira, prodotto da Carlo Verdone per la regia dei fratelli Manetti. Il cortile e le aree comuni del palazzo erano stati immortalati nella pellicola, rafforzando la fama del complesso tra i cinefili. Tuttavia, la zona è sempre rimasta sensibile a fenomeni di illegalità, occupazioni abusive e tensioni sociali.