Rapine a mano armata a Roma est: terrore tra farmacie e supermercati dalla banda con una donna complice

Armi da fuoco e minacce per farsi consegnare il denaro dai titolati degli esercizi commerciali: poi la svolta che ha permesso di collegare i sospetti alle rapine 

Immagine non collegata ai fatti

Un anno di indagini e una serrata caccia ad una banda organizzata, per le rapine che hanno scosso il quadrante est di Roma quasi un anno fa, e portato in queste ore all’arresto di tre persone, due uomini con una complice donna, che avevano deciso di sbancare farmacie e supermercati, spargendo il terrore con armi e minacce.

Armi da fuoco e minacce per farsi consegnare il denaro dai titolati degli esercizi commerciali: poi la svolta che ha permesso di collegare i sospetti alle rapine

Al centro delle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Frascati, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma una serie di rapine a mano armata ai danni delle attività commerciali più frequentate tra Tor Bella Monaca e Tor Vergata, lo scorso 3 gennaio.

 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati, un 30enne originario di Genzano di Roma e residente ad Ardea, un 48enne romano, e una 25enne residente ad Aprilia, coinvolta a vario titolo almeno in due rapine consumate, avevano preso di mira farmacie e e supermercati dei due quartieri, così creando un forte allarme tra i cittadini e i titolari degli esercizi commerciali.

La sequenza dei colpi

La mattina del 3 gennaio poi, dopo una pianificazione dei colpi, i rapinatori sono passati all’azione in modo coordinato, utilizzando armi da fuoco per minacciare i gestori e farsi consegnare il denaro contante.

Rapine rapide e brutali, che avrebbero fruttato un bottino di migliaia di euro, e che solo in un caso il tentativo si era concluso senza successo, determinando la fuga a mani vuote per non farsi catturare dalle Forze dell’ordine.

L’indagine

Da quel momento sono scattate le indagini che sono riuscite tramite l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nei luoghi colpiti a collegare i crimini alla stessa banda, tra dettagli dell’abbigliamento e azioni dei sospetti, che hanno anche fornito gli elementi per ricostruire i percorsi degli indagati e la sicura correlazione con i momenti delle rapine.

Le misure cautelari in carcere e ai domiciliari

E proprio questa mattina, lunedì 29 dicembre, un’ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica di Roma, ha chiuso la vicenda che aveva terrorizzato i quartieri, con l’arresto dei due uomini sono stati ristretti in carcere, e la misura dei domiciliari alla donna con braccialetto elettronico.