Daini a Fregene. Mentre gli avvistamenti degli ungulati in riva al mare continuano, da diversi anni, al vertice della catena alimentare, su diverse zone del litorale laziale, si sta ormai consolidando la presenza del lupo.
Daini a Fregene. Andrea Rinelli, direttore dell’Oasi Wwf del litorale romano descrive un fenomeno in continua evoluzione
La natura fa da sé e i canidi, almeno una decina, sono stati notati anche a Passoscuro e alle vasche di Maccarese e hanno iniziato ad attaccare questi erbivori, circa una cinquantina, in continuo movimento tra l’Oasi Wwf di Macchiagrande e le località balneari situata a nord di Fiumicino.
Nell’ultimo video un giovane esemplare di daino
Le immagini riprese oggi, tra via Rio Marina e via della Veneziana, hanno immortalato un giovane esemplare di daino che sta attraversando la strada alla ricerca del gruppo di appartenenza tra quelli che da tempo popolano la riserva naturale statale del litorale romano, compresa la lecceta di Fregene e la pineta monumentale sù, fino a Passoscuro.
“Se questo giovane daino si sia smarrito e se poi, magari si aggregherà a un gruppo diverso da quello originario, è difficile a dirsi -sottolinea Andrea Rinelli, direttore dell’Oasi Wwf del litorale romano– è piuttosto importante sottolineare che, dopo l’esplosione demografica post covid, i daini in queste zone hanno trovato nel lupo il loro vero antagonista”.
Non è cinismo, ma la constatazione di come l’eccessiva presenza di questa splendida specie di erbivori metta a rischio l’ecosistema litoraneo, soprattutto se si considera che la fase degli accoppiamenti, avvenuta in questo periodo, sarà seguita dalle nascite e dai parti nel periodo della primavera.
Aumento incontrollato degli ungulati
“L’aumento incontrollato dei daini -sottolinea Rinelli- crea problemi all’habitat forestale. Si cibano di germogli di ogni tipo nel sottobosco ma, fortunatamente, anche se può apparire brutale, la presenza di un predatore naturale come il lupo permette di riequilibrare l’ecosistema, senza dover ricorrere a pratiche artificiali discutibili, come le sterilizzazioni o, addirittura gli abbattimenti programmati anche per evitare l’espansione di questi animali verso zone urbane dove si spingono alla ricerca di cibo”.
Il numero esatto dei lupi che popolano l’area contesa non è noto. Secondo stime ancora approssimative dovrebbero essere una decina di esemplari che si sono spostati dall’oasi dell’Arrone verso il Villaggio dei pescatori di Fregene e la stessa oasi di Macchiagrande che, essendo situata in un territorio fortemente antropizzato, non può essere recintata.
Dove si spingono i lupi
Un piccolo nucleo, in apparenza, ma di dimensioni più che sufficienti, evidentemente, a contrastare non solo l’espansione del daino, ma anche quella del cinghiale, che si sta diffondendo in modo esponenziale anche in moltissime aree boschive o verdi situate nei quartieri periferici della capitale.
La presenza del daino a Fregene è ormai un fatto acclarato rispetto al quale si creano, talvolta, convinzioni errate o addirittura fuorvianti.
“I cittadini ci chiamano per segnalare la loro presenza lontano dall’Oasi Wwf e arrivano addirittura a chiedere di andarceli a riprendere e di ‘riportarli dentro’ all’area protetta pensando che si tratti di una sorta di zoo circondato da recinzioni invalicabili, ma non è così. L’animale selvatico -aggiunge Rinelli- si sposta lungo ‘corridoi ecologici’ situati anche all’esterno dell’area protetta”.
“Se il numero dei daini si va così riducendo, un domani la stessa sorte toccherà anche al lupo. Ci aspettiamo che questi predatori, mangiando di meno per via della riduzione delle prede, diventeranno più denutriti e cagionevoli smettendo di riprodursi, o si sposteranno dove è più facile reperire il cibo”.
“Naturalmente a chi abita nelle aree confinanti con queste zone boschive, come la località Fregene, si raccomanda prudenza. Non perché il lupo aggredisca l’uomo ma perché -conclude Rinelli- non è il caso, per esempio, lasciare che il proprio cane passeggi in libertà per evitare il rischio che finisca in zone di macchia dove la presenza del lupo sta aumentando”.
Considerazioni che valgono anche per il litorale romano dove, all’inizio di questo mese, la telecamera di un’abitazione privata dell’Infernetto, quartiere residenziale adagiato alle porte di Ostia, ha ritratto un lupo a passeggio di notte, probabilmente alla ricerca della sua preda, a ridosso del margine della Tenuta Presidenziale di Castelporziano.
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