Addio a Gianni Melidoni, decano del giornalismo sportivo: ha raccontato 11 Olimpiadi e il calcio capitolino

Con il suo stile inconfondibile, Gianni Melidoni ha raccontato decenni di sport, lasciando un’eredità indelebile nella stampa e nei lettori

In foto, Gianni Melidoni.

È morto Gianni Melidoni, firma storica del Messaggero e decano del giornalismo sportivo italiano. Nato a Napoli il 16 agosto 1935, Melidoni ha dedicato tutta la sua vita al giornalismo, diventando un punto di riferimento e un maestro per generazioni di cronisti e appassionati. Questa mattina, lunedì 22 dicembre 2025, si è spento all’età di 90 anni, lasciando un vuoto profondo nella stampa sportiva romana e nazionale.

Con il suo stile inconfondibile, Gianni Melidoni ha raccontato decenni di sport, lasciando un’eredità indelebile nella stampa e nei lettori

La carriera professionale di Gianni Melidoni è iniziata da giovanissimo: entrato nella redazione del Messaggero a 20 anni, vi è rimasto per tutta la carriera, ricoprendo anche il ruolo di vicedirettore per diversi anni.

Negli ultimi anni si è trasferito al Tempo, continuando però a raccontare lo sport con lo stesso stile inconfondibile.

Per oltre cinque decenni ha raccontato in ‘punta di penna’ grandi eventi sportivi, momenti indimenticabili e storie umane, con equilibrio, passione e chiarezza senza pari.

La scomparsa di Melidoni segna la fine di un’era: la sua eredità non si misura solo negli articoli scritti o nei ruoli ricoperti, ma nell’impatto umano e professionale che ha avuto su colleghi, lettori e giovani cronisti.

Melidoni ha seguito undici edizioni delle Olimpiadi, testimoniando emozioni, trionfi e sacrifici degli atleti.

Ma è stato nel calcio che la sua voce ha lasciato un segno indelebile: ha raccontato lo scudetto della Lazio di Maestrelli nel 1974 e quello della Roma di Liedholm nel 1983, affrontando polemiche e discussioni con la stessa passione che metteva nella cronaca.

Melidoni ha inoltre sostenuto scelte importanti come quella di Arrigo Sacchi alla guida della Nazionale e non ha esitato a criticare decisioni della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) quando necessario, come nel caso della mancata convocazione di Roberto Pruzzo ai Mondiali del 1982.

Melidoni è stato anche uno dei volti più noti della televisione sportiva, grazie alla partecipazione al celebre “Processo” di Aldo Biscardi, doveva sua verve polemica e difendeva con passione le squadre della Capitale.

Oltre alla professionalità, Melidoni sarà ricordato per la sua umanità, generosità e capacità di insegnare.

Ha guidato intere generazioni di giornalisti, trasmettendo valori fondamentali come dedizione, rispetto e rigore, insegnando che raccontare lo sport significa prima di tutto raccontare le persone.

La scomparsa odierna di Gianni Melidoni, segue quello di sua figlia, la regina della “Nightlife” romana Laura Melidoni, venuta a mancare nel 2023, a 59 anni.

Laura Melidoni é stata una Pr di grandissimo livello, tra le regine indiscusse della vita notturna più glamour della Capitale.

Se vuoi saperne di più, clicca sulle parole chiave arancioni, presenti in questo pezzo e leggi l’articolo d’approfondimento pubblicato su Canaledieci.it.

Decisi data e luogo dei funerali:

I funerali di Gianni Melidoni si terranno domani mattina, martedì 23 dicembre 2025 alle ore 9.30 a Roma, presso la chiesa di Santa Chiara, in piazza dei Giuochi Delfici, nel nord della Capitale.