Ergastolo per Angeletto il barbiere per l’omicidio di San Valentino di Acilia

Sentenza di ergastolo per Angeletto Sabatucci per l'omicidio di Paolo Corelli all'alba di San Valentino 2022

omicidio acilia

Angelo Sabatucci, detto ‘Angeletto il barbiere’, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Paolo Corelli. È questa la sentenza pronunciata dai giudici nei confronti del 27enne, ritenuto responsabile dell’uccisione del salumiere di un supermercato di Fiumicino, avvenuta nel quartiere San Giorgio di Acilia il giorno di San Valentino di tre anni fa. Una decisione pesante che chiude uno dei casi di cronaca nera più discussi sul litorale romano.

Sentenza di ergastolo per Angeletto Sabatucci per l’omicidio di Paolo Corelli all’alba di San Valentino 2022

Secondo l’impianto accusatorio accolto dal tribunale, Sabatucci quella mattina del 14 febbraio 2022 avrebbe commesso un omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. A suo carico sono stati riconosciuti anche i reati di estorsione, porto abusivo di arma da fuoco e utilizzo di documenti falsi. Un quadro giudiziario complesso che ha portato alla condanna all’ergastolo, la pena massima prevista dal nostro ordinamento.

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, hanno ricostruito nei dettagli le ore precedenti e successive al delitto. Il movente dell’omicidio di Paolo Corelli, 47 anni, sarebbe stato di natura vendicativa. La sera prima dell’agguato, infatti, tra Sabatucci e la vittima – entrambi residenti nello stesso stabile – sarebbe scoppiata una violenta discussione. Corelli avrebbe accusato il barbiere di essere coinvolto nei problemi giudiziari del fratello, arrestato e posto ai domiciliari per una consegna di cocaina, chiedendogli anche un aiuto economico.

La “pizza” in faccia come movente

La lite sarebbe rapidamente degenerata fino a un gesto umiliante: uno schiaffo, definito nelle intercettazioni come una “pizza”. Per la procura, proprio quell’episodio avrebbe innescato la decisione di uccidere. Un motivo ritenuto “futile”, ma sufficiente, secondo l’accusa, a spingere Sabatucci a pianificare l’omicidio.

Sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo la discussione Sabatucci avrebbe trascorso diverse ore appostato sotto l’abitazione di Corelli, aspettando che uscisse di casa per recarsi al lavoro.

Un agguato spietato e premeditato

All’alba del 14 febbraio, giorno di San Valentino, l’agguato mortale: un primo colpo di revolver e poi altri due, esplosi per essere certo di uccidere la vittima. Un’esecuzione fredda e pianificata, non un gesto d’impulso.

Dopo il delitto, Angelo Sabatucci si sarebbe dato alla fuga, lasciando l’Italia con un documento falso e rendendosi irreperibile per oltre un anno. La sua latitanza si è conclusa solo al rientro in Italia, quando è stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino, atterrando da Barcellona.

La procura ha inoltre sottolineato come la presenza in casa della compagna e del figlio piccolo dell’imputato non avrebbe in alcun modo fermato la volontà omicida, aggravando ulteriormente la posizione dell’accusato. I giudici hanno ritenuto pienamente provata la premeditazione, respingendo la linea difensiva che mirava a ridimensionare la gravità dei fatti.

Con la condanna all’ergastolo di Angelo Sabatucci, il tribunale ha confermato integralmente la ricostruzione dell’accusa, chiudendo un processo che ha segnato profondamente la comunità di Acilia e Fiumicino. I legali di Sabatucci hanno annunciato ricorso in appello.