La Regione Lazio in campo a sostegno delle fasce di reddito più basse e al settore produttivo. Grazie a un accordo con i sindacati, tra cui Cgil, Cisl e Uil, sarà confermata anche per l’anno fiscale 2026 l’esenzione dall’addizionale Irpef per i redditi fino a una certa soglia. Questo intervento fa parte di un piano più ampio che prevede anche agevolazioni per imprese, cooperative sociali e famiglie, e risorse destinate a specifici settori del welfare.
Irpef abbattuta per una larga fascia e agevolazioni per imprese, cooperative sociali e famiglie: chi sono i beneficiari
La Regione Lazio ha siglato ieri un importante accordo con i sindacati che riguarda l’addizionale regionale Irpef. Per l’anno fiscale 2026, chi guadagna fino a 28.000 euro non dovrà pagare la maggiorazione dell’1,6% sull’Irpef regionale. Inoltre, per i redditi compresi tra i 28.000 e i 30.000 euro, è prevista una detrazione fissa di 60 euro, per attenuare ulteriormente l’impatto fiscale.
L’intesa riguarda circa 2,4 milioni di cittadini della Regione Lazio, tra lavoratori e pensionati, e prevede un risparmio significativo: fino a 270 euro per ciascun beneficiario. L’accordo si inserisce in un contesto di sostegno alle famiglie e ai lavoratori, con l’obiettivo di rafforzare il potere d’acquisto delle persone con redditi medio-bassi.
Sostegno alla classe media e altri settori
Oltre alla conferma dell’esenzione per i redditi fino a 30.000 euro, il piano include anche altre importanti misure. La giunta di Centrodestra ha annunciato che, nei prossimi anni, sarà destinato fino al 30% delle risorse aggiuntive a ridurre la pressione fiscale anche per i redditi fino a 35.000 euro. Questo significa che non ci saranno aumenti delle tasse per questa fascia di lavoratori, un impegno che la Regione intende rispettare anche nelle prossime annualità.
Un altro capitolo importante riguarda il personale sanitario impiegato nei pronto soccorso, che riceverà un sostegno economico pari all’addizionale Irpef dovuta, come ulteriore incentivo per l’impegno in un settore particolarmente sotto pressione.
Agevolazioni per imprese e cooperative sociali
Non solo famiglie e lavoratori: l’accordo con i sindacati prevede anche misure per sostenere il settore produttivo. Le attività produttive nei comuni montani del Lazio, così come gli enti del Terzo Settore iscritti al Runts, godranno dell’esenzione dall’Irap fino a un milione di euro di valore della produzione.
Per le cooperative sociali, invece, l’aliquota Irap sarà ridotta dallo 0,9% allo 0,46%, mentre le imprese che trasferiscono la sede legale e operativa nel Lazio beneficeranno di un’esenzione per i primi tre anni fiscali.
Sostegno alle famiglie: locazione e rette Rsa
Il sostegno alle famiglie è una priorità nell’ambito dell’accordo. Sono stati previsti dieci milioni di euro per aiutare le famiglie a sostenere le spese di locazione, e un ulteriore innalzamento della soglia di esenzione della quota Rsa per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro, per un importo complessivo di 28 milioni di euro. Queste misure rispondono a una necessità di assistenza per le famiglie più vulnerabili, in particolare quelle che devono far fronte alle spese legate alla cura degli anziani.
La parola a sindacati e istituzioni
Le reazioni a questo accordo sono positive da parte delle sigle sindacali coinvolte. Natale Di Cola della Cgil Roma e Lazio ha sottolineato come l’esenzione dall’addizionale Irpef porterà un risparmio significativo per milioni di cittadini, mentre Enrico Coppotelli della Cisl Lazio ha apprezzato il contenimento della pressione fiscale sui redditi più bassi. Entrambi hanno espresso soddisfazione per la volontà della Regione di continuare su questa strada anche nei prossimi anni.
L’assessore al Bilancio Giancarlo Righini ha dichiarato che l’accordo conferma la volontà della Regione di difendere il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere lo sviluppo economico senza compromettere l’equilibrio del bilancio regionale. Anche il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha sottolineato come “l’accordo risponda alle esigenze delle fasce più vulnerabili, ma anche della classe media, troppo spesso messa alla prova dalle politiche fiscali”.
















