La scoperta incredibile di una ‘fanciulla’ greca a Vulci, a Roma la presentazione

Vulci e il Ministro Giuli svelano i segreti di una statua che unisce greci e etruschi: la presentazione a Roma

La testa della fanciulla di Vulci

Immagina di camminare tra le rovine di una città etrusca e, all’improvviso, di trovare una testa in marmo di una fanciulla, perfettamente conservata, che ti parla direttamente dalla Grecia antica: questo è esattamente ciò che è accaduto a Vulci, dove gli scavi hanno portato alla luce una testa di Kore, una statua femminile tipica della scultura greca arcaica.

Vulci e il Ministro Giuli svelano i segreti di una statua che unisce greci e etruschi: la presentazione a Roma

Ma la vera sorpresa? È stata trovata in territorio etrusco, a conferma dei legami culturali tra queste due civiltà antichissime. Il 5 dicembre, a Roma, il Ministero della Cultura presenterà ufficialmente questa straordinaria scoperta al pubblico, con una conferenza che promette di svelare nuovi dettagli sulle interazioni tra Greci ed Etruschi.

Un “dialogo” tra civiltà

La statua della Kore (fanciulla in greco), simbolo della scultura greca arcaica, è un pezzo raro e prezioso. Rappresentava figure femminili con una postura rigida, vestite con tuniche eleganti e con uno sguardo che trasmetteva un senso di sacralità, come se fossero dedicate ai culti religiosi o a memorie funerarie. La scoperta a Vulci, una delle città più importanti dell’Etruria, è davvero unica, visto che le Kore sono statue tipiche della Grecia, in particolare di Atene, e la loro presenza in una città etrusca come Vulci è quasi inaspettata.

Una finestra sui legami tra Greci ed Etruschi

Ma perché questa scoperta è così importante? La testa in marmo, che è ancora in fase di restauro presso l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), non è solo un’eccezione nel panorama archeologico, ma un indizio chiave sui rapporti culturali tra Grecia e Etruria. È il segno che le due civiltà non solo si conoscevano, ma che esistevano scambi profondi, tanto nella religione quanto nell’arte. Il ritrovamento conferma che le influenze greche si erano già diffuse in Italia ben prima che Roma prendesse il sopravvento.

A Roma la presentazione ufficiale

L’evento di presentazione, che si terrà domani, 5 dicembre, alle ore 11.30 nella Sala della Crociera del Ministero della Cultura di Roma, sarà un’occasione unica per scoprire tutti i dettagli di questa straordinaria scoperta. Interverranno il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale Luigi La Rocca, e il Capo Dipartimento per la Valorizzazione Culturale Alfonsina Russo.

L’incontro vedrà anche la partecipazione di esperti del settore, tra cui Margherita Eichberg, Soprintendente per l’Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e Simona Carosi, responsabile del territorio di Vulci.

Un lavoro di restauro all’avanguardia

La testa della Kore è attualmente oggetto di un lavoro di restauro meticoloso, che sta svelando nuovi dettagli sui materiali, le tecniche di lavorazione e i colori originali. Gli esperti stanno utilizzando tecnologie moderne per analizzare la statua e ricostruire il suo aspetto originale, quando probabilmente era dipinta con colori vivaci. Questo processo di studio non solo ci aiuterà a capire meglio le tecniche degli antichi scultori greci, ma offrirà anche una visione più completa della Kore come pezzo di arte religiosa e votiva.

Il progetto “Vulci Cityscape”

Questa scoperta è il risultato di un progetto internazionale avviato nel 2020, denominato “Vulci Cityscape”, che mira a ricostruire la struttura urbana della città etrusca di Vulci. Gli scavi sono condotti in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, la Fondazione Vulci, e istituti accademici di Friburgo e Magonza. Questo progetto multidisciplinare sta aprendo nuove porte per la comprensione della vita quotidiana e delle dinamiche culturali nella Vulci antica, ma anche per lo studio delle relazioni internazionali nel mondo antico.