Gravi problemi sanitari riscontrati dopo i sopralluoghi effettuati dai tecnici della Asl, ma anche abusi edilizi e canoni non pagati al Comune di Roma, proprietario dell’immobile, per 358mila euro. E’ la situazione in cui versano da 12 anni i locali pubblici affidati alla cooperativa che gestisce l’Ostello Litus, situato nell’ex colonia Vittorio Emanuele sul Lungomare Paolo Toscanelli 186.
Si aggrava la situazione di irregolarità in cui versa l’Ostello Litus con vista mare e affitta le camere ai turisti in un regime di totale abusivismo
La grave situazione di abuso e di inerzia da parte dell’amministrazione locale nel recupero forzoso delle somme dovute dai gestori alle casse comunali, ovvero nell’avvio delle procedure di sfratto per morosità, è stata oggi, mercoledì 5 novembre, al centro di una seduta della Commissione Trasparenza del Campidoglio. Si tratta dell’ennesima via crucis di uno dei tanti immobili appartenenti ai cittadini romani, ma lasciati nelle mani di privati che se ne impossessano per poi trarne un utile senza farsi carico degli oneri di gestione, è molto diffusa.
Una situazione scandalosa se si considera che l’ex colonia dove è stato ricavato l’Ostello offre un’ampia gamma di sistemazioni, da dormitori con più letti a camere private dotate di bagno privati e vista mare.
A fronte di tutti i profili di illegittimità riscontrati durante i sopralluoghi effettuati dalla polizia locale anche in merito alle difformità urbanistiche riscontrate su una struttura sottoposta ai vincoli della Sopraintendenza, la cosa più grave è che i titolari dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività turistica rilasciata nel 2010 operano ormai senza titolo dal 2019, quando i permessi sono decaduti.
Non solo. Le camere e i locali adibiti a ospitare la clientela presentano importanti deficit igienico sanitari.
Il problema è stato aggravato dall’immobilismo degli uffici pubblici competenti nell’attivazione delle procedure di recupero della struttura.
Senza considerare che questo Ostello costituisce uno dei biglietti da visita riguardo le capacità di accoglienza turistica della cittadina tirrenica già al centro di vibranti proteste nel caso in cui l’8 aprile scorso fu teatro di un episodio tutto da censurare.
Un soggiorno tranquillo da trascorrere tra momenti di sport e di relax si era, infatti, trasformato in un mezzo incubo. Lo spiacevole episodio è capitato ad alcuni utenti ospitati nei locali dell’edificio a causa del ferimento di una persona durante una lite scoppiata nel cuore della notte e sfociata nel sangue.
Un episodio di notevole gravità anche perché in quel momento erano presenti nell’Ostello alcune persone giunte a Ostia da altre regioni italiane per disputare delle gare di nuoto.
L’avvio delle procedure di sgombero della struttura
Durante la seduta odierna della Commissione i tecnici del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale hanno comunicato di aver avviato i procedimenti di revoca nei confronti della cooperativa che gestisce l’Ostello e ha, tra l’altro, giustificato il mancato pagamento dei canoni accampando oneri non previsti di manutenzione straordinaria dell’edificio.
L’iter di recupero dei locali è iniziato il 22 ottobre scorso e, dal 29 ottobre, hanno iniziato a decorrere i 30 giorni a far data dai quali (29 novembre), se l’immobile non sarà riconsegnato spontaneamente all’amministrazione, partiranno le procedure di sfratto della struttura adibita ad albergo.
Nel corso della seduta l’assessore al patrimonio del X Municipio Guglielmo Calcerano ha sottolineato l’importanza dell’iter necessario a riportare a disposizione della collettività il 100 per 100 dei locali. anche se per ristrutturarli e renderli fruibili, ha precisato, “sarà necessario affrontare costi molto elevati”.
Per Masi e Rocca (FDI) si tratta di una situazione sconcertante causata da un cortocircuito amministrativo
Di una “situazione sconcertante e di interventi tardivi” parlano in una nota congiunta il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Maria Cristina Masi e il presidente della Commissione Trasparenza Federico Rocca.
“Da tempo denunciamo gravi criticità legate alla gestione della struttura la cui concessione è scaduta dal 2019. Nonostante interrogazioni, accessi agli atti e la richiesta di convocazione della Commissione Trasparenza, nei giorni scorsi il Dipartimento Patrimonio ha finalmente inviato una lettera per l’avvio del recupero forzoso dell’immobile”.
“È evidente -proseguono Masi e Rocca- che ci sia stato un cortocircuito amministrativo di proporzioni rilevanti. Ci auguriamo che l’Amministrazione capitolina agisca con la massima determinazione per chiudere definitivamente una vicenda che rappresenta un caso emblematico di degrado e cattiva gestione del patrimonio pubblico”.
“Entro la fine dell’anno –concludono– torneremo a fare il punto sulla situazione per verificare che siano stati compiuti i passi necessari e che venga finalmente restituita dignità e legalità a un bene pubblico importante per Ostia e per l’intera città di Roma”.
Il destino dell’Ostello è, del resto, più volte stato oggetto di scontri politici tra maggioranza e opposizione nel quadro di una situazione di degrado urbano che caratterizza da tempo l’ex Colonia Vittorio Emanuele III di Ostia anche in merito ai dubbi emersi sull’opaca gestione dei locali affidata alla cooperativa Litus.
L’ex Colonia, progettata nel 1916 dall’architetto Marcello Piacentini e inaugurata nel 1932 dalla regina Elena, si è con il tempo trasformata in un luogo segnato da occupazioni abusive, decadimento strutturale e sospetti episodi di microcriminalità.
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